Crisafulli convoca i sindaci per l’aeroporto: dietro lo scalo il piano per rilanciare il ruolo di Enna

Domani alle 11, nella sede del Libero Consorzio, i sindaci della provincia di Enna si siederanno attorno a un tavolo convocato dal primo cittadino del capoluogo, Mirello Crisafulli, per discutere del nuovo aeroporto della Valle del Dittaino. L’esito, va detto subito, non è in discussione: la maggioranza dei sindaci, di ogni colore politico, sostiene da tempo il progetto rilanciato dalla paralisi di Fontanarossa per le ceneri dell’Etna. La vera notizia, semmai, è un’altra: chi convoca, come lo fa, e perché.

Una conferenza fuori copione

Per prassi consolidata, la Conferenza dei sindaci si riunisce quasi esclusivamente su temi sanitari. Che possa occuparsi anche di pianificazione territoriale è previsto, ma raramente accade. Non è un caso, quindi, che secondo quanto riferito da un sindaco della provincia, che preferisce non esporsi pubblicamente, la scelta di Crisafulli di usare questo format per un tema squisitamente infrastrutturale abbia sollevato più di un sopracciglio tra i colleghi. Non ostilità sul merito, l’aeroporto piace a quasi tutti, dal sindaco di Piazza Armerina e presidente provinciale di FdI Enna, Nino Cammarata alla vicesindaco di Enna e deputata nazionale del Pd, Stefania Marino, ma un certo disagio sul metodo: la sensazione che la Conferenza venga piegata a un uso più politico che istituzionale.

L’obiettivo politico di Mirello

Ridurre l’operazione a “Crisafulli contro tutti” sarebbe un errore di lettura. Il sindaco di Enna non sta cercando una battaglia, sta cercando una cornice. L’aeroporto, che comunque non dipende da un voto della Conferenza ma da decisioni che si giocheranno a Palermo e Roma, è l’occasione per issare Enna a snodo politico della provincia: il luogo dove si genera l’indirizzo che poi viaggia verso la Regione, attraverso i due deputati Ars Fabio Venezia e Luisa Lantieri, e verso il Parlamento nazionale, con Eliana Longi ed Stefania Marino.

Un filo che viene da lontano

Chi segue l’amministrazione Crisafulli riconosce lo schema. La richiesta di maggiore voce di Enna nella governance dei parchi archeologici di Morgantina e Villa del Casale, il rilancio insistito del quarto polo universitario: sono tessere dello stesso mosaico. In ognuno di questi dossier, la posta in palio reale non è mai solo il contenuto tecnico, un aeroporto, un parco, un ateneo, ma la funzione di Enna come cabina di regia. Dalla fascia tricolore in poi, Crisafulli ha investito costantemente su un’idea: fare del capoluogo il luogo in cui la provincia parla con una voce sola, e quella voce è la sua.

ll ruolo del Libero consorzio

Resta da capire quanto questo protagonismo convivrà con la natura stessa del Libero Consorzio, pensato come coordinamento tra pari più che come sede a trazione di un singolo comune. Non è uno scontro istituzionale, del resto il presidente del Libero consorzio, Piero Capizzi, è della stessa famiglia politica – il Pd – di Crisafulli. Potrebbe semplicemente essere il segno di un baricentro che si sta spostando, con l’ente di area vasta chiamato, nei prossimi mesi, a ritagliarsi un ruolo accanto, non necessariamente dietro, al protagonismo del capoluogo.

Domani il sì all’aeroporto sarà pressoché unanime, e questo aiuterà Crisafulli a incassare il primo risultato tangibile della sua strategia. Ma il disegno complessivo si misurerà nei mesi, non nella singola seduta: se Enna riuscirà davvero a imporsi come cerniera tra provincia, Regione e Governo, o se gli altri sindaci, penalizzati nel metodo anche quando d’accordo nel merito, troveranno il modo di riequilibrare i rapporti di forza.