Rifiuti ad Aidone, servizio prorogato per 22 mesi: ditta chiede più soldi e il Tar bacchetta il Comune

Ventidue mesi di silenzio: ed ora arriva il conto sotto forma di sentenza. Il Tribunale Amministrativo di Catania ha dato torto al Comune di Aidone, colpevole di aver ignorato per mesi le richieste della World Service S.r.l., l’azienda che raccoglie i rifiuti in paese. Il risultato: la condanna a rispondere all’impresa e un commissario già pronto a subentrare.

Un contratto nato per durare tre mesi

Tutto parte nel 2024, quando la World Service si aggiudica l’appalto per spazzare e raccogliere i rifiuti ad Aidone. Doveva essere un lavoro breve, appena tre mesi, per circa 90 mila euro, senza possibilità di aumentare i prezzi vista la durata limitata.

Poi, però, il “provvisorio” è diventato lunghissimo: proroga dopo proroga, il servizio è andato avanti per 22 mesi, fino a febbraio 2026, sempre allo stesso prezzo pattuito all’inizio.

Richieste cadute nel vuoto

Con i costi saliti nel frattempo, l’azienda a ottobre 2025 ha chiesto al Comune di rivedere i compensi e di pagare anche alcuni lavori extra fatti durante le proroghe. Silenzio. Ha risollecitato a novembre, poi ancora a marzo 2026. Sempre silenzio.

Il verdetto: il Comune doveva rispondere comunque

Per i giudici non conta se la richiesta sia fondata o meno: un’amministrazione pubblica non può semplicemente ignorare un’istanza, deve sempre dare una risposta, anche negativa. Non averlo fatto è già di per sé una violazione di legge.

Trenta giorni di tempo, poi arriva il commissario

Ora il Comune ha un mese per decidere – la sentenza è del 10 agosto – con un atto scritto e motivato, sulle richieste della ditta. Dovrà inoltre versare 1.000 euro di spese legali alla World Service.

Se dovesse restare ancora immobile, a decidere al posto suo arriverà il Segretario Generale del Comune di Enna, nominato commissario ad acta, con altri 30 giorni a disposizione. E occhio al conto finale: il compenso del commissario finirebbe comunque a carico delle casse comunali, “con segnalazione del conseguente danno all’Erario” si legge nel dispositivo.