Caldo oltre i 40 gradi, allarme nei cantieri dell’Ennese: i sindacati chiedono controlli
Enna-Cronaca - 28/08/2026
Temperature che superano i 40 gradi e una nuova ondata di calore riportano in primo piano il rischio per i lavoratori impegnati nei cantieri dell’Ennese. FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono a Spresal dell’Asp di Enna, Ispettorato territoriale del Lavoro, Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, Questura e polizie locali della provincia di intensificare immediatamente i controlli sulla tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature.
La richiesta, sottoscritta da Francesco Mudaro, Luca Gintili e Salvo Carnevale, è stata trasmessa anche per conoscenza al prefetto di Enna. Non si tratta, precisano le organizzazioni sindacali, di un esposto riferito a una singola impresa o a uno specifico cantiere, ma di una segnalazione di carattere generale legata a quanto osservato sul territorio provinciale.
“Notevole e diffusa disapplicazione delle disposizioni”
Secondo i sindacati, durante le attività di osservazione e presenza nei cantieri sarebbe stata rilevata “una notevole e diffusa disapplicazione delle disposizioni poste a tutela dei lavoratori durante le ore e le giornate caratterizzate da condizioni climatiche particolarmente gravose”.
FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil ricordano di avere già richiamato nelle precedenti segnalazioni il rispetto dell’ordinanza regionale sull’esposizione al caldo e delle disposizioni normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Ora, con la nuova ondata di calore e le temperature che nell’Ennese hanno superato i 40 gradi, la richiesta torna ad assumere carattere di urgenza. Il timore espresso dalle organizzazioni sindacali è che norme e ordinanze possano restare “disposizioni soltanto formali” se non accompagnate da una vigilanza adeguata e capillare.
Controlli nelle ore più critiche
La richiesta è quella di un’intensificazione immediata dei controlli nei cantieri per tutto il periodo interessato dalle temperature elevate, con particolare attenzione alle fasce orarie considerate più critiche.
I sindacati chiedono inoltre di verificare la concreta applicazione delle ordinanze regionali e delle disposizioni previste dal D.Lgs. 148/2015 in materia di ricorso agli strumenti di integrazione salariale quando le condizioni climatiche impediscono la prosecuzione dell’attività in sicurezza.
L’obiettivo indicato nella segnalazione è quello di superare una logica di intervento legata esclusivamente alle singole denunce, chiedendo invece un’attività ispettiva preventiva e coordinata su tutto il territorio provinciale.
“Non può essere il lavoratore l’ultimo presidio della propria sicurezza”
Nella lettera viene posto anche il problema della responsabilità individuale del lavoratore di fronte a condizioni climatiche estreme.
“Non può essere il lavoratore, posto di fronte all’alternativa tra continuare a lavorare in condizioni climatiche estreme o esporsi personalmente chiedendo l’interruzione dell’attività, a rappresentare l’ultimo presidio della propria sicurezza”.
Per le organizzazioni sindacali, la protezione dal rischio legato al caldo non può essere affidata esclusivamente alla scelta della singola impresa di applicare le disposizioni. “La tutela dal caldo non può dipendere dalla disponibilità della singola impresa a rispettare le regole: occorrono controlli, prevenzione e, laddove vengano accertate violazioni, l’adozione tempestiva dei provvedimenti previsti dalla normativa vigente”.
La richiesta al sistema di vigilanza
Considerate le temperature previste nei prossimi giorni, FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil sollecitano infine gli enti destinatari a predisporre ogni iniziativa utile, compreso un rafforzamento straordinario e coordinato dei controlli nei cantieri della provincia.
Una richiesta che arriva mentre l’Ennese continua a fare i conti con una fase di caldo particolarmente intenso e riporta la sicurezza nei luoghi di lavoro al centro dell’attenzione, soprattutto per le attività svolte all’aperto e maggiormente esposte allo stress termico.