Aeroporto nell’Ennese, il sindaco di Regalbuto: “Ok, ma pensiamo anche ai collegamenti”

L’ipotesi di un aeroporto nell’area del Dittaino torna al centro del dibattito politico nell’Ennese. Il sindaco di Enna ha convocato la conferenza dei sindaci della provincia per affrontare il tema, ma l’incontro, previsto la scorsa settimana, è slittato a settembre. Nel frattempo arriva la posizione del sindaco di Regalbuto, Vittorio Angelo Longo, che sceglie di intervenire senza anticipare un sì o un no al progetto, ma indicando un tema più ampio: quello delle infrastrutture e dei collegamenti della Sicilia centrale.

Parla il sindaco di Regalbuto

“Ho accolto con interesse l’iniziativa del Sindaco del capoluogo di Enna di convocare un incontro, tra i 20 sindaci della nostra provincia, per discutere dell’ipotesi di un aeroporto nell’area del Dittaino”.

La scelta è quella della prudenza istituzionale. “Credo sia giusto, innanzitutto, lasciare che il confronto istituzionale si svolga, senza anticipare valutazioni, conclusioni o posizioni”. Il sindaco non si schiera quindi formalmente a favore dello scalo, ma nemmeno prende le distanze dall’ipotesi. La considera un’occasione per tornare a discutere di un problema che riguarda da tempo le aree interne.

Le connessioni

“Da Sindaco di un Comune dell’entroterra, però, considero importante che si torni a parlare con coraggio di infrastrutture e collegamenti per la Sicilia centrale”. È questo il passaggio che definisce meglio il senso dell’intervento. La questione aeroportuale viene inserita dentro una riflessione più ampia: non soltanto se realizzare o meno un nuovo aeroporto, ma come collegare meglio i territori interni con i principali nodi della mobilità siciliana.

“Per troppo tempo i nostri territori hanno subito il problema dell’isolamento, con ricadute sulla mobilità dei cittadini, sulla competitività delle imprese, sul turismo e, più in generale, sulle possibilità di sviluppo delle nostre comunità”.

Il messaggio, quindi, non è semplicemente “serve un aeroporto”. È che, se si apre una discussione sulle grandi infrastrutture, bisogna affrontare anche le carenze che continuano a rendere difficili gli spostamenti da e verso la Sicilia centrale.

La rete

Il sindaco di Regalbuto invita a non trasformare il confronto in una contrapposizione tra territori o tra infrastrutture. “Non soltanto sull’eventuale realizzazione di una nuova infrastruttura aeroportuale, ma sul modo in cui la Sicilia centrale potrà essere collegata sempre meglio ai grandi nodi regionali: aeroporti, porti, autostrade, ferrovie e principali aree produttive”.

Una prospettiva che sposta il baricentro della discussione. L’aeroporto può essere una delle ipotesi da valutare, ma non può diventare l’unico argomento sul tavolo. Per un territorio come quello ennese, infatti, la questione della mobilità non si esaurisce nel raggiungere uno scalo. Conta anche quanto tempo occorre per arrivarci, con quali strade, con quali collegamenti ferroviari e con quale continuità del servizio.

Fontanarossa

Nel ragionamento entra anche Catania. Le recenti difficoltà che hanno interessato Fontanarossa, osserva il sindaco, “hanno dimostrato quanto sia importante poter contare su una rete infrastrutturale capace di garantire efficienza e, quando necessario, alternative”. Ma anche su questo punto la posizione rimane equilibrata.

“Fontanarossa deve continuare a svolgere il proprio ruolo strategico. Gli altri aeroporti siciliani devono essere messi nelle condizioni di integrarsi sempre meglio. E, parallelamente, occorre interrogarsi su come rafforzare le connessioni della Sicilia centrale e delle aree interne”. Non una contrapposizione tra Catania e un eventuale scalo nell’Ennese, dunque, ma una riflessione sulla capacità complessiva della rete siciliana di garantire collegamenti efficienti e alternative.

Il confronto

“Sarà il confronto, con i dati e gli approfondimenti necessari, a dirci quali siano le soluzioni più utili e realisticamente perseguibili” dice Longo. È qui che il dibattito dovrà entrare nel merito: domanda potenziale, costi, sostenibilità, collegamenti con il resto della rete e rapporto con gli aeroporti già esistenti. Il sindaco di Regalbuto, per ora, non anticipa queste conclusioni. Rivendica però il diritto della Sicilia centrale a discuterne.

“Per il momento, quindi, credo sia sufficiente salutare con interesse l’apertura di questo dibattito”.

La posizione

È una posizione che, pur senza contenere un sì esplicito all’aeroporto del Dittaino, contiene un’apertura chiara alla discussione. E soprattutto prova a evitare che il confronto si riduca alla domanda “aeroporto sì o aeroporto no”.

La domanda più ampia è infatti un’altra: quali infrastrutture servono alla Sicilia centrale per essere meno isolata e più connessa?

È su questo terreno che il sindaco di Regalbuto sembra voler portare il confronto di settembre.

“E da Sindaco di un Comune dell’entroterra, sono naturalmente interessato a partecipare a questo confronto con spirito costruttivo, senza pregiudizi e nell’interesse non di un singolo territorio, ma di una Sicilia centrale più connessa, più accessibile e più competitiva”. L’aeroporto, dunque, resta sul tavolo. Ma insieme all’aeroporto ci sono strade, ferrovie e collegamenti che oggi continuano a rappresentare una delle questioni più concrete per chi vive e lavora nelle aree interne. Il punto politico dell’intervento è proprio questo: discutere dell’infrastruttura che potrebbe arrivare, senza dimenticare quelle che ancora oggi non collegano abbastanza bene il territorio.