“Grazie per aver curato mio papà”: la lettera di una figlia al reparto Nefrologia dell’Umberto I

Una lettera per raccontare un’esperienza di cura e ringraziare il personale del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Umberto I di Enna. A scriverla è, Marilena Zinna, la figlia di un paziente ricoverato nel reparto, che ha voluto affidare a una lettera il proprio sentimento di gratitudine prima di tornare a Siena, dove vive e lavora.

Nel suo messaggio la donna prende in prestito le parole di Cesare Pavese per descrivere il rapporto con la propria terra, raccontando di essere andata via dalla Sicilia «tanti anni fa» e di non averne avvertito, fino a oggi, un particolare senso di appartenenza.

Il ringraziamento a medici e personale

Il motivo del cambiamento, racconta, è stata l’esperienza vissuta durante il ricovero del padre. La donna ringrazia il primario Giuseppe Restivo, i medici Rosario Salemi, Claudio Eufrate e Thea Corriere e tutto il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari del reparto. Nella lettera cita anche Fabio, Antonino e Marilena, precisando di non ricordare i cognomi.

«Tutti loro mi hanno fatto sentire orgogliosa della mia terra, la Sicilia», scrive, definendo il reparto «un esempio di eccellenza della sanità pubblica siciliana».

«Cure non solo per il corpo ma anche per l’anima»

Nel racconto della donna, l’aspetto professionale si accompagna a quello umano. «Un reparto che si prende cura dei propri pazienti, nel senso più alto del termine, facendoli sentire al sicuro», scrive, sottolineando l’attenzione riservata anche ai familiari. La figlia racconta quindi il momento della partenza: «Oggi parto, torno a Siena dove vivo e lavoro», lasciando il padre alle cure del personale dell’Umberto I.

La lettera si chiude con un ringraziamento che va oltre la singola esperienza ospedaliera: «Grazie perché mi avete fatto riscoprire il valore della nostra terra».