Donna torna in piedi dopo sei mesi, raro trapianto del ginocchio all’Umberto I di Enna

Dopo oltre sei mesi senza riuscire a camminare, una donna nissena di circa 80 anni è tornata in piedi a dieci giorni da un intervento eseguito all’ospedale Umberto I di Enna. L’équipe di Ortopedia ha effettuato un trapianto completo dell’apparato estensore del ginocchio, una procedura che in Italia viene eseguita in pochissimi centri e che in Sicilia mancava da diversi anni.

Un ginocchio compromesso

La paziente era già stata sottoposta a un intervento di protesi al ginocchio e, successivamente, a un tentativo non riuscito di riparare una frattura della rotula. Il sistema che consente di distendere la gamba era ormai compromesso in modo irreparabile.

Da qui la scelta di ricorrere alla sostituzione completa dell’apparato estensore. L’intervento è stato eseguito dal direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia, Arcangelo Russo, insieme a Gianluca Zocco, Michele Giancani e Gianluca Costa. Per la gestione dell’anestesia è intervenuto Fabiano Melfa.

Il trapianto arrivato da Bologna

L’innesto è stato fornito dalla banca dell’osso dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. A essere trasferito non è stato un singolo elemento, ma un blocco anatomico composto, in continuità, da tuberosità tibiale, tendine rotuleo, rotula e tendine quadricipitale.

Si tratta di una tecnica introdotta in Italia dalla scuola fiorentina del professor Paolo Aglietti e sviluppata anche dai suoi allievi, tra cui il professor Andrea Baldini, che a Firenze ha eseguito numerosi interventi di questo tipo. In Sicilia i precedenti sono pochi e comprendono quelli effettuati a Ragusa dal dottor Giorgio Sallemi.

Per Russo, la difficoltà non riguarda soltanto la procedura chirurgica, ma l’organizzazione di un percorso che coinvolga tutte le professionalità necessarie, dalla sala operatoria alla riabilitazione.

La riabilitazione è parte dell’intervento

All’Umberto I la fase riabilitativa è affidata al professor Francesco Pegreffi e ai suoi colleghi, in collaborazione con gli specializzandi di Fisiatria. È stato predisposto un protocollo specifico, da adattare alle caratteristiche di ciascun paziente e pensato come modello replicabile.

La donna ha già iniziato la fisioterapia. L’équipe ha scelto di attendere prima di comunicare l’intervento, sia per rispetto della paziente sia per disporre di un quadro clinico sufficientemente definito. A dieci giorni dall’operazione, con la paziente già in piedi, il primo esito viene considerato positivo.

Il percorso dell’Ortopedia ennese

Il caso si inserisce nell’attività dell’Ortopedia dell’Umberto I, che ha sviluppato una particolare esperienza nella chirurgia del ginocchio, anche grazie ai numeri maturati nella chirurgia protesica. Il reparto accoglie pazienti provenienti da tutta la Sicilia, compresi casi per i quali non era stata individuata altrove una soluzione.

Per il direttore generale dell’Asp di Enna, Mario Zappia, l’intervento rappresenta un risultato che dimostra la possibilità di sviluppare attività di alta specializzazione anche in un ospedale dell’entroterra. Zappia ha rivolto un plauso all’équipe di Ortopedia e ai professionisti dell’Azienda coinvolti nell’assistenza, sottolineando il lavoro svolto quotidianamente nel sistema sanitario ennese.