Fillea Cgil Enna: «Contratto provinciale edile, una trattativa infinita diventata inaccettabile»
Comunicati Stampa - 28/09/2026
«È cambiato tutto. E oggi non possiamo chiudere il contratto che avremmo potuto sottoscrivere molti mesi fa. Il tempo trascorso ha rimesso tutto in discussione». Così Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil Enna che sottolinea come il rinnovo del Contratto integrativo provinciale dell’edilizia ennese si trascini ormai da troppo tempo.
«Una trattativa infinita, estenuante – precisa – che ha attraversato scenari economici profondamente diversi e che oggi non può semplicemente ripartire dal punto in cui era stata lasciata. Nel frattempo, infatti, è cambiato il costo della vita, è diminuito il potere d’acquisto dei salari e sono aumentate le difficoltà quotidiane delle famiglie. Per molti lavoratori la situazione economica è oggi persino più pesante di quella vissuta durante il Covid: allora affrontavamo un’emergenza riconosciuta come straordinaria, oggi rischiamo invece di considerare normale una progressiva e strutturale erosione dei salari».
Per la Fillea Cgil Enna il tempo trascorso non è quindi una variabile neutra. «Dopo una trattativa così lunga -spiega Carnevale – torna inevitabilmente in discussione anche la parte economica. Non possiamo immaginare di chiudere oggi sulla base di condizioni costruite più di un anno fa e dentro uno scenario completamente diverso. I lavoratori edili non lo comprenderebbero e, soprattutto, non accetterebbero un contratto che nasce già vecchio. Occorre far ripartire rapidamente un negoziato da troppo tempo in stallo ma chiudere rapidamente non può significare farlo a qualsiasi condizione. Il rinnovo deve produrre un miglioramento economico concreto e percepibile nelle buste paga. Su questo anche il Governo deve fare molto di più».
Il segretario generale della Fillea Cgil Enna prosegue: «Le misure fiscali previste sono insufficienti rispetto alla specificità dell’edilizia. Serve una vera detassazione della contrattazione territoriale, capace di intervenire sulle voci che incidono concretamente sulla vita quotidiana degli operai. Pensiamo, in particolare, alle indennità di trasporto e alle altre indennità e prestazioni demandate alla contrattazione territoriale dal Ccnl Edili Industria, che compensano costi e disagi reali, sostenuti ogni giorno dai lavoratori per raggiungere cantieri spesso lontani dai centri abitati. Un operaio che ogni mattina percorre decine di chilometri per raggiungere un cantiere non può vedere una parte significativa dell’indennità riconosciutagli per quel disagio ritornare allo Stato attraverso la tassazione. Detassare significherebbe trasformare ogni euro conquistato nella contrattazione provinciale in maggiore salario netto».
Carnevale conclude: «Per quanto riguarda Enna, dopo tutto il tempo trascorso, una cosa deve essere chiara: non possiamo firmare quasi nel 2027 il contratto di una trattativa partita nel 2025. Lo scenario è cambiato, il costo della vita è cambiato, le esigenze dei lavoratori sono cambiate. Adesso devono cambiare anche le risposte».