Enna calcio, Di Maggio: “Rischio fallimento” e sullo stadio: “Responsabilità sono evidenti”

Il caso Enna Calcio torna al centro dello scontro politico cittadino. A intervenire è Gaetano Di Maggio, esponente di Noi Moderati ed ex assessore provinciale, che rompe il silenzio seguito alla sconfitta alle amministrative e punta il dito sulla situazione della società e, soprattutto, sulla vicenda dello stadio Gaeta.

“Il rischio di fallire è concreto”

Di Maggio parte dalla situazione del club e dal rapporto ormai deteriorato tra il presidente Giancarlo Travagin e l’amministrazione guidata dal sindaco Mirello Crisafulli. Il presidente ha più volte contestato il mancato rispetto degli impegni assunti dal Comune, a partire dalla disponibilità dello stadio, e ha aperto alla possibilità di cedere la società.

Oggi l’Enna disputa le gare interne a Niscemi proprio a causa dei lavori al Gaeta, una situazione che, secondo Travagin, ha inciso su incassi, abbonamenti e sponsor e che lo ha portato a prospettare anche il ritiro dal campionato.

Di Maggio non entra nel merito delle dinamiche societarie, ma avverte: “Ritengo che il rischio di vedere fallire per l’ennesima volta il calcio ad Enna sia concreto”.

Nel mirino c’è il nodo Gaeta

È soprattutto lo stadio il punto sul quale si concentra l’intervento politico. Di Maggio ricorda che i lavori, finanziati con 600 mila euro, avrebbero dovuto essere consegnati entro il 29 agosto.

“Come mai siamo arrivati a questa situazione? Credo che le responsabilità siano chiare e sotto gli occhi di tutti. Mesi e mesi di inerzia politica e lavorativa in favore dello stadio”, sostiene.

Il riferimento, pur senza un attacco diretto per nome e cognome, è all’amministrazione comunale, già finita al centro delle contestazioni del presidente Travagin sulla gestione dell’impianto.

“Senza stadio si può fare ben poco”

Nella ricostruzione di Di Maggio, la situazione economica e organizzativa del club rende ancora più pesante l’indisponibilità del Gaeta. “Un presidente che, a suo dire, ha ereditato un sacco di debiti, senza incassi, senza sponsor, e quello che pesa di più, senza disponibilità dello stadio, possa fare ben poco tranne che si tratti di un paperon de peperoni venuto ad Enna”.

Di Maggio richiama anche le parole attribuite a Travagin sulla sua esperienza alla guida della società: “Travagin è stato cercato, a suo dire ‘incastrato’, e poi come sostiene lo stesso presidente ‘mollato'”.

“Guardare il Gaeta diventa deprimente”

L’ex assessore provinciale racconta quindi il proprio rapporto quotidiano con l’impianto: “Oggi siamo al 29 settembre e guardare il Gaeta da Montesalvo, cosa che faccio puntualmente tutti i giorni, diventa deprimente e fa rabbia”.

La critica politica si inserisce così in una vicenda che da settimane intreccia lavori pubblici, rapporti istituzionali e futuro della società. Travagin ha già manifestato la disponibilità a valutare la cessione dell’Enna e ha ammesso a ViviEnna la possibilità di non proseguire il campionato qualora non fosse disponibile uno stadio.

“Il calcio ad Enna non morirà mai”

Nonostante il quadro descritto come preoccupante, Di Maggio chiude la sua riflessione guardando al movimento calcistico cittadino. Cita il Sant’Anna e il Lagoreal/Atletico Enna come realtà capaci, a suo giudizio, di mantenere viva la passione.

“Sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno ma questa volta mi costa molta fatica. Spariremo? Corsi e ricorsi storici? Chissà. Di una cosa sono certo……il calcio ad Enna non morirà mai”.

E lancia un ultimo messaggio: “Se qualcuno pensa che con il suo disinteresse, o peggio ancora con il suo remare contro, ci potrà portare via la passione calcistica, che ha sempre contraddistinto il popolo ennese, si sbaglia e di grosso”.