Enna calcio, Travagin boccia offerta via Pec: “Ridicola” e non esclude il ritiro dal campionato
Enna-Cronaca - 29/09/2026
Il presidente dell’Enna Calcio liquida l’offerta arrivata via Pec da un gruppo che non ha ancora un volto: 40 mila euro per rilevare la società, debiti compresi. Giancarlo Travagin non la prende nemmeno in considerazione e, tra Gaeta, Niscemi e classifica, lascia sul tavolo anche l’ipotesi del ritiro dal campionato ma è aperto ad una proposta serie di acquisizione.
Il gruppo senza volto
“È talmente ridicola che non è possibile neanche prenderla in considerazione”, dice a ViviEnna Travagin. Per il presidente il problema è prima di tutto di metodo: “Quando c’è una manifestazione di interesse gli interlocutori si palesano. Capita che un gruppo, in una fase iniziale, voglia stare a carte coperte, ma l’interlocutore o il loro rappresentante deve essere visibile”.
Travagin racconta di aver fatto qualche ricerca per capire da dove arrivi la proposta e di poterlo intuire, ma non fa nomi. Parla di un anonimo, che ribattezza “L’anonimo veneziano”. Poi passa ai numeri: “Con 40 mila euro non compri neanche una squadra di prima categoria. Fornisco un dato: comprare il titolo di una società di eccellenza costerebbe 150.000, figurarsi una di serie D”.
Il Gaeta può aspettare
Se il Gaeta fosse consegnato tra meno di un mese, la squadra tornerebbe a giocare a Enna? “Giocheremmo al Gaeta”, risponde, ma con un’avvertenza: tra un mese arriveranno gli impianti di illuminazione e “tra montarli ed il rilascio dell’agibilità di tempo ne passerà”. Le informazioni in suo possesso portano a dicembre, “sempre che vada tutto bene”.
Intanto i conti si fanno con quello che manca: “Ho già perso incassi, inoltre non disponiamo di abbonamenti”. E il clima, aggiunge, non aiuta. Da qui l’ipotesi più pesante: “Una delle strade percorribili è ritirare la squadra dal campionato. Lo si farebbe con dignità, visto che sarebbe difficile andare avanti in queste condizioni”.
Niscemi, porte aperte
Il contrasto con Enna è netto. “A Niscemi ho trovato amicizia e disponibilità: il Comune ci ha aperto le porte, ci ha dato tutto quello che non c’è a Enna, ma non per fare una critica, perché sto ai fatti”. Il presidente descrive “un ambiente tranquillo” dove può far allenare i ragazzi, con gli spogliatoi e il resto: “Ho solo vantaggi”.
Il rimpianto e la cessione
Si è pentito di aver preso l’Enna? “Il pentimento non è di aver preso l’Enna: è che sono rimasto dispiaciuto del tradimento e di aver avuto a che fare con imbonitori e demagoghi”. E ancora: “Chi mi ha dato la società ora mi dice di lasciarla. Io non ho mancato in qualcosa, lo hanno fatto gli altri”.
Sull’acquisizione ammette di aver saltato un passaggio: “Non ho voluto fare la due diligence perché mi sono fidato del demagogo”, con riferimento al sindaco di Enna che, la settimana scorsa, ha annunciato di voler querelare il presidente dell’Enna.
La porta però resta aperta: “Se arrivasse un’offerta concreta di vendita della società, sono pienamente disponibile a cederla”.
Il campo, sullo sfondo
La classifica è amara: alla quinta giornata l’Enna è penultima, con 12 gol subiti e nessuno all’attivo. Travagin sposta il discorso: “Se non c’ero io non si sarebbe neanche iniziato il campionato. Quindi la situazione sportiva al momento ha poca importanza”.
Dice di aver trovato “solamente macerie” e di aver sognato un progetto con investitori, sponsor e l’università, per creare “un polo calcistico di prim’ordine”. Ma ora, sostiene, “nessuno ha più intenzione di mettere risorse”. Quanto alla graduatoria: “Siamo alla quinta di campionato: in fondo alla classifica c’è un affollamento”.