Forum delle Confraternite, da Toledo la proposta di una rete europea della carità

Una confraternita fondata nel 1085 per parlare di carità, carcere e fragilità sociali. È il contributo portato al VII Forum Paneuropeo delle Confraternite di Enna dall’Antigua, Ilustre y Real Cofradía de la Santa Caridad di Toledo, rappresentata in collegamento da Fernando Redondo Benito, Mayordomo de Finados e volontario della Pastorale Penitenziaria dell’Arcidiocesi di Toledo.

Nel panel dedicato a “Carità e Servizio all’uomo”, Redondo ha proposto una riflessione sul ruolo attuale delle confraternite, partendo dalla storia della Santa Caridad e arrivando alle periferie sociali del presente.

Tradizione e prossimità

Secondo Redondo, la tradizione confraternale non dovrebbe esaurirsi nella conservazione di riti e memoria, ma tradursi in una presenza concreta accanto alle persone in difficoltà. Tra gli ambiti indicati il carcere, la solitudine degli anziani, la povertà, le migrazioni, la disabilità e le famiglie fragili.

Particolare attenzione è stata dedicata alla Pastorale Penitenziaria e all’esperienza di Luz entre Muros, progetto realizzato con la Cofradía de la Santa Caridad nel carcere di Ocaña I attraverso arte, musica e dialogo.

Da Enna è arrivata anche la proposta di una rete europea di “diaconia confraternale”, attraverso la collaborazione tra confraternite, realtà ecclesiali, istituzioni e associazioni. Una prospettiva che, nelle parole di Redondo, parte da una domanda: come trasformare una tradizione secolare in una presenza capace di rispondere alle fragilità del presente.