Topi a Enna, segnalazioni dai quartieri: il Comune annuncia un piano per 4 mila tombini

Avvistamenti nei quartieri, segnalazioni di cittadini e, in alcuni casi, racconti di roditori arrivati fin dentro le abitazioni. La presenza di topi a Enna è diventata nelle ultime settimane un tema ricorrente tra i residenti. ViviEnna aveva già documentato il fenomeno con un video che mostrava un topo nella zona di Casa Enna, mentre altri cittadini hanno riferito di aver visto roditori anche all’interno delle proprie case.

Adesso arriva la risposta dell’amministrazione comunale, che annuncia un rafforzamento delle attività di derattizzazione e un intervento programmato sull’intera rete dei tombini cittadini.

Quattromila tombini nel piano

Il Comune ha convocato un tavolo tecnico con Asp di Enna, Libero Consorzio comunale ed EcoEnnaServizi per definire le modalità dell’intervento. L’obiettivo è trattare, in maniera progressiva, circa 4.000 tombini presenti sul territorio comunale.

Nel frattempo gli interventi di derattizzazione proseguono nei diversi quartieri, con attività eseguite a rotazione. “Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini e vogliamo rassicurare tutti – dichiara l’assessore all’Ambiente Leandro Lombardo – Il Comune sta intervenendo ogni giorno e continuerà a farlo finché sarà necessario”.

Il piano straordinario dovrebbe consentire di superare la logica degli interventi legati alle singole segnalazioni, concentrandosi anche sulla rete sotterranea dove i roditori possono trovare riparo e spostarsi.

La risposta alle segnalazioni

L’amministrazione sostiene che il problema non sia circoscritto a Enna, ma interessi diverse aree della Sicilia centro-occidentale. Un elemento che, secondo il Comune, rende necessario il coordinamento tra enti.

“Proprio per questo – sottolinea Lombardo – va affrontato con un lavoro di squadra tra istituzioni, non con interventi isolati”.

La programmazione prevede di partire dalle zone considerate maggiormente esposte e dalle segnalazioni arrivate dai cittadini, per poi estendere i trattamenti all’intera rete dei tombini.

Rifiuti e aree private sotto osservazione

Parallelamente alla derattizzazione pubblica, Comune, Asp e Libero Consorzio hanno diffuso alcune indicazioni rivolte alla cittadinanza. L’obiettivo è ridurre le condizioni che possono favorire la presenza dei roditori, a partire dalla disponibilità di cibo e di possibili rifugi.

Ai cittadini viene ricordato il divieto di abbandonare sacchetti sul suolo pubblico e l’obbligo di rispettare giorni e orari della raccolta, mantenendo chiusi i mastelli dell’organico e dell’indifferenziato.

Un’attenzione specifica riguarda anche i terreni e gli immobili privati. Ai proprietari dei giardini viene chiesto di intervenire, quando necessario, sulla vegetazione infestante e di rimuovere legna o altri materiali che possano trasformarsi in rifugi.

Nel centro storico il nodo degli immobili abbandonati

Una parte delle indicazioni riguarda gli edifici disabitati e i locali inutilizzati, soprattutto nel centro storico. Ai proprietari viene chiesto di effettuare trattamenti di derattizzazione all’interno degli immobili, in contemporanea con quelli eseguiti negli spazi pubblici.

Il rischio indicato è che le abitazioni abbandonate possano diventare rifugi stabili e rendere meno efficaci gli interventi effettuati nelle strade e nella rete fognaria. La questione, quindi, non si esaurisce nel trattamento dei tombini. Il risultato del piano dipenderà anche dalla riduzione delle condizioni che consentono ai roditori di trovare cibo e riparo. E saranno le prossime settimane, insieme alle nuove segnalazioni dei residenti, a indicare se gli interventi riusciranno a ridurre gli avvistamenti nei quartieri.