Enna bassa soffoca nel traffico: l’odissea infinita della tangenziale mai realizzata
Enna-Cronaca - 13/10/2026
di Giacomo Lisacchi
Oggi si torna a discutere di bretelle e rotonde per cercare di alleggerire la paralisi viaria che quotidianamente attanaglia il centro di Enna Bassa. Soluzioni per un problema annoso che affonda le radici in decenni di rinvii, incuria amministrativa e occasioni perdute. Sullo sfondo resta l’ombra della grande incompiuta: la tangenziale di Enna, un’opera strategica da 8,5 chilometri – dotata di cinque svincoli, sei viadotti e tre gallerie per un costo stimato dell’epoca di 88 miliardi di lire – mai arrivata a dama. A ripercorrere le tappe di questo snodo cruciale è Mario Orlando, ex assessore ai Lavori Pubblici, che nel 1990 riuscì a far inserire il progetto nella programmazione triennale dell’ANAS.
L’intuizione e il vertice con il Ministro
L’opportunità nacque durante un convegno di Azione Popolare a Sirmione, al quale partecipava l’allora ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Prandini, ricorda Orlando. Saputo di una visita imminente del ministro in Sicilia, l’ex assessore – sostenuto dall’onorevole Salvatore D’Alia – riuscì a ottenere una visita anche a Enna. Correva l’anno 1990, ma la necessità dell’opera era palese fin dal 1974, anno di apertura della A19. In quell’occasione, il ministro dispose la redazione del progetto con procedura d’urgenza. L’opera avrebbe dovuto collocare Enna al centro dello snodo viario regionale, connettendo ben cinque strade statali (SS 117 bis, SS 561, SS 192, SS 121 e SS 290) in un raccordo rapido con l’autostrada.
Urbanistica miope e traffico in tilt
Le origini del caos risalgono tuttavia al Piano Regolatore Generale del 1976. La forte espansione residenziale verso S. Lucia, Mugavero e la Pergusina portò a creare quartieri per circa 10.000 abitanti, ma senza adeguare la rete viaria. Oggi la situazione è critica: il traffico di attraversamento si somma a quello dei pendolari che si recano negli uffici pubblici del centro, agli studenti universitari e scolastici e ai flussi diretti verso Pergusa. Inoltre, la SS 117 bis funge regolarmente da bypass in caso di chiusura della A19. Come evidenzia l’ex assessore, la variante non è più soltanto una risposta al traffico, ma un’emergenza di pubblica incolumità e di tutela ambientale, come previsto dall’art. 36 del Codice della Strada.
Il “giallo” del depennamento nel 1994
Dopo l’iniziale esclusione dal piano 1991-1993, le vibranti proteste del Comune costrinsero l’ANAS e la Regione a reinserire l’opera. Furono completati gli studi geotecnici, i rilievi aerofotogrammetrici, le espropriazioni e i calcoli strutturali, mentre il Consiglio Comunale approvò tempestivamente la variante al PRG. Il 13 gennaio 1994 arrivò l’ufficialità: la variante di Enna faceva parte del Piano Triennale ANAS. Ma l’illusione durò poco. A marzo dello stesso anno, un vertice tra il Presidente della Regione Martino e i vertici ANAS portò alla firma di un nuovo accordo quadro da 1.575 miliardi di lire. La variante di Enna fu misteriosamente stralciata. “Fu uno scippo alla comunità – denuncia Orlando-. Le autorità giustificarono il taglio avvalendosi delle priorità della legge 109/1994 (Legge Merloni), orientata al completamento dei cantieri esistenti. Una scusa debole, poiché il progetto ennese possedeva già il requisito fondamentale dell’approvazione preliminare ed era pronto per l’esecutività con i dovuti adeguamenti sismici e idrologici”.
Un’occasione mancata anche sul fronte occupazionale
A nulla servirono i tentativi dell’amministrazione di proporre la realizzazione dell’opera per lotti funzionali dando priorità al tratto compreso tra la SS 117 bis e la SS 192 per sgomberare subito il centro dai mezzi pesanti. L’ennesimo rinvio lasciò la città senza l’unica infrastruttura stradale dotata di un piano costi-benefici già definito, privando il territorio non solo di un’arteria fondamentale, ma anche di un importante polmone d’investimento e di lavoro in un periodo di forte crisi occupazionale. A distanza di anni, considerato che i successori di Orlando mai si sono occupati del problema, ora la questione torna al punto di partenza: tra rotonde e proposte di bretelle, Enna Bassa aspetta ancora la sua tangenziale