Policlinico, il gioco dell’oca tra Enna e Caltanissetta: un milione, due sindaci e nessuna sede

Doveva essere la volata finale, è finita con uno 0-0 e polemiche nel sottopassaggio. La corsa al quarto Policlinico universitario siciliano, che per qualche ora ha avuto un vincitore sulla carta, si ferma dove era partita: nel campo delle intenzioni.

La partenza in discesa

Enna è scattata per prima. Un emendamento approvato all’Ars, un milione di euro all’Asp, una conferenza stampa al Comune con il deputato del Pd Fabio Venezia, il sindaco, il direttore generale dell’Asp e il presidente del Consiglio comunale. Il Mpa ha parlato di “un risultato di straordinaria importanza” e la parola Policlinico ha cominciato a circolare come se fosse già scritta sulla targa all’ingresso. Con le regionali e le politiche dietro l’angolo, nessuno ha voluto perdere il fotofinish.

Il milione e le sue promesse

Peccato che il milione serva a progettare, non a costruire. Nella nota dell’assessore Colianni lo stanziamento per il 2026 all’Asp copre la progettazione del Policlinico, la formazione medica e le dotazioni tecnologiche dell’Umberto I. Tra un progetto e un reparto, nella sanità siciliana, passano di norma anni e un certo numero di ministeri.

Il sindaco in versione colomba

Colpisce, semmai, il tono di Mirello Crisafulli, di solito spumeggiante. Nessun affondo: parla di “Policlinico dell’area interna” e, nel resoconto della conferenza, il progetto si apre anche alle strutture nissene. Messaggio distensivo, certo. Ma chi offre una rete prima ancora di aver vinto la partita fa pensare a una prudente assicurazione sulla vita.

La replica nissena

A Caltanissetta l’hanno letta così. Il sindaco Walter Tesauro ha convocato la stampa con il presidente del Consorzio universitario Tumminelli, la vicesindaca Candura e il presidente del Consiglio comunale Bruzzaniti, e ha rivendicato la base giuridica: il Sant’Elia è Dea di secondo livello dal 2016 e, dice, in Sicilia il quadro è saturo. Poi la stoccata: per portare Enna a quel livello servirebbero tra i 400 e i 450 milioni. Bruzzaniti è stato più asciutto: il Policlinico di Enna non esiste, e i politici regionali del territorio, di maggioranza e minoranza, hanno toppato. Allarmi? Nessuno, assicura Tesauro, ma se qualcuno cercasse di cambiare in corsa le cose è pronto un presidio e, se necessario, anche le barricate. Il Consiglio comunale sarà convocato in seduta straordinaria.

L’assessorato ferma il gioco

Nelle stesse ore si è fatto sentire l’assessorato regionale della Salute. La norma di iniziativa parlamentare, spiega la nota, richiede interlocuzioni obbligatorie con i ministeri di Università, Salute ed Economia, influisce sulla classificazione del presidio di Enna e non è coerente con la rete ospedaliera, ora al vaglio dei ministeri affiancanti. Il testo non nomina i livelli dei Dea, ma la partita è lì: l’Umberto I è di primo livello e a Enna manca il Dea di secondo. Caltanissetta ha l’ospedale giusto e l’accordo Regione-Unipa del 2024 sui posti letto del Sant’Elia, ma non un ateneo proprio, perché c’è il polo di Palermo, e attende ancora la legge dell’Ars che renda l’ospedale autonomo dall’Asp. Ognuna ha mezza ricetta, e mezza ricetta non fa un piatto.

Il gioco dell’oca

Risultato: nessuna vittoria, nessuna sconfitta, una casella indietro. L’articolo 41 della stabilità 2023 incaricava la Regione di predisporre gli atti senza indicare la sede: quasi quattro anni dopo siamo ancora lì. Resta da capire se il pareggio sia un tempo supplementare o il fischio finale.