Poliambulatorio a Valguarnera, il Comitato: “L’Asp riferisca in Consiglio”
Troina - 31/10/2026
I componenti del comitato cittadino ci sono rimasti male per il netto rifiuto del direttore generale dell’Asp, Mario Zappia, di venire a relazionare alla cittadinanza sul nuovo poliambulatorio a Valguarnera. Tanto il malcontento emerso durante l’assemblea di mercoledì sera, alla quale ha partecipato un nutrito numero di persone.
«Non siamo facinorosi – hanno tenuto a precisare alcuni presenti – siamo persone tranquille, padri e madri di famiglia che volevamo conoscere dalla viva voce del direttore le vicende di questo ritardo e lo stato dei lavori del nostro poliambulatorio».
«Se qualcuno pensa – rivolgendosi a diversi benpensanti – che la nostra sia una battaglia politica si sbaglia di grosso. A noi interessa esclusivamente sapere quando potremo usufruire della struttura».
Parole chiare e nette, volte a prendere le distanze da qualsiasi interpretazione politica dell’iniziativa del comitato cittadino.
I ritardi dei lavori e gli interrogativi sulla struttura
«Comitato – hanno ricordato diversi relatori – legalmente costituito e riconosciuto a livello regionale e che nel passato ha condotto diverse battaglie provinciali, dall’acqua ai rifiuti».
Sono tanti gli interrogativi che i componenti avrebbero voluto porre al direttore generale e che sono stati nuovamente messi sul tavolo durante l’assemblea.
Primo fra tutti, il motivo per il quale un’opera iniziata nel 2020, a distanza di sei anni, ancora non sia stata completata. E poi: perché si sono fermati i lavori? Perché il milione di euro stanziato, o parte di esso, sarebbe confluito in altri lavori, così come riportato in una comunicazione? C’è stata una variante al progetto iniziale?
Altri interrogativi riguardano le branche specialistiche sulle quali si potrà contare una volta consegnata la struttura, il personale che verrà impiegato e, naturalmente, i tempi necessari per arrivare all’apertura del poliambulatorio.
Questioni concrete sulle quali il comitato e i cittadini chiedono risposte, anche alla luce dei sei anni trascorsi dall’avvio dell’intervento.
La richiesta di un consiglio comunale aperto
Dall’assemblea è arrivata quindi una proposta, approvata dai presenti. «Considerato che il manager vuole relazionarsi solo con le istituzioni locali – come emerge da una sua lettera inviata allo stesso comitato – chiediamo a questo punto che venga a rispondere alle nostre perplessità e alle nostre richieste, nonché a illustrare l’iter progettuale, in un consiglio comunale aperto, perché la cittadinanza merita risposte, in nome della trasparenza e del bene comune, quale può essere la Casa della Salute».
Una richiesta che punta a riportare il confronto nelle sedi istituzionali, coinvolgendo direttamente l’amministrazione comunale e consentendo alla cittadinanza di conoscere lo stato effettivo dell’intervento.
Il comitato, infine, ha manifestato anche l’intenzione di voler interloquire con l’amministrazione comunale per valutare eventuali iniziative da intraprendere.