Fondi per il carcere di Enna, Gessaro (FdI) replica a Draià: “Già previsti nel 2023”
Enna-Cronaca - 05/11/2026
La programmazione dei finanziamenti per il carcere di Enna risale al novembre 2023 e non rappresenta una risorsa nuova. È quanto sostiene Jacopo Mario Gessaro, esponente di Fratelli d’Italia, e presidente provinciale della Federazione provinciale di Gioventù Nazionale, intervenendo nel dibattito seguito alla comunicazione di Francesca Draià, commissario provinciale della Lega, sui fondi destinati agli interventi nella Casa circondariale. L’esponente leghista, nonché vicesindaco di Valguarnera, aveva dato merito al lavoro del ministro Salvini che, a suo dire, ha garantito il finanziamento di poco meno di 1,5 milioni di euro. Gessaro non cita il commissario della Lega ma il riferimento alle sue recenti dichiarazioni è chiaro,
Lo stanziamento e il ruolo di Eliana Longi
Gessaro ricorda che il 6 novembre 2023 l’istituto penitenziario ennese era stato inserito nel piano nazionale di edilizia penitenziaria, con uno stanziamento di circa 1,5 milioni di euro nell’ambito del riparto di 166 milioni. Un risultato al quale, secondo il presidente di Gioventù Nazionale, avrebbe contribuito l’impegno parlamentare dell’onorevole Eliana Longi. Nella nota vengono ringraziati anche l’allora viceministro Galeazzo Bignami e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
Il provvedimento del MIT del 2024
A sostegno della ricostruzione viene citato il provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 23 dicembre 2024, che riporta 1.460.000 euro per il medesimo intervento, relativo alla realizzazione del muro di cinta del carcere.
«Non si tratta di una risorsa comparsa oggi, né di un finanziamento nato in seguito alle più recenti iniziative politiche», afferma Gessaro, sottolineando la necessità di distinguere lo stanziamento originario dalle successive fasi amministrative.
Il presidente provinciale di Gioventù Nazionale riconosce l’importanza di arrivare alla concreta realizzazione dei lavori, richiamando la sicurezza della Polizia Penitenziaria e il miglioramento delle condizioni della struttura.
«Quello che non è accettabile è tentare di riscrivere la cronologia dei fatti, facendo passare per un risultato nuovo ciò che era stato già finanziato e programmato da tempo», conclude, contestando quelle che considera improprie attribuzioni di merito politico.