Enna. Interrogato il preside dell’ITC di Piazza Armerina, prof. Giovanni Scollo

Piazza Armerina. E’ durato circa due ore l’interrogatorio del professor Giovanni Scollo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Piazza Armerina, arrestato la scorsa settimana assieme al dirigente amministrativo dimissionario, Giovanni Delle Cave, perché ambedue sono accusati di peculato e di falso in atto pubblico in quanto si sarebbero appropriati di circa 300 mila euro con falsi mandati di pagamento. Il professor Giovanni Scollo era accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Marco Di Dio Datola, ed è stato interrogato dal Gip David Salvucci, alla presenza del Pm Marco Di Mauro. Un interrogatorio al quale si annetteva molta importanza in quanto dalle indagini degli agenti della squadra Mobile, coordinati dal dirigente Giovanni Cuciti, è stato evidenziato che la maggior parte dei soldi, prelevati dalle casse della scuola o con falsi mandati di pagamento oppure utilizzando la carta di credito, finivano nelle tasche del professor Scollo che li utilizzava per effettuare dei viaggi in Romania e qualcuno a Francoforte dove pare abbia delle azioni di un ristorante ed anche una multiproprietà. All’uscita dall’interrogatorio,intorno alle 11,30, sia il professor Scollo che l’avvocato Di Dio Datola non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Comunque c’era tanto da chiarire su questa vicenda molto complessa ed anche da valutare quale è la sua posizione tenuto conto della sua responsabilità come dirigente dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci”. Pare che il professor Scollo abbia dichiarato al magistrato inquirente che i viaggi in Romania erano pagati con i suoi soldi, che i viaggi assieme a Giovanni Delle Cave era causali, che i soldi dalle casse dell’Istituto venivano prelevati dal dirigente amministrativo con la sua firma falsa nei mandati di pagamento tanto è vero che lui ha preteso una dichiarazione sottoscritta da Giovanni Delle Cave e che lui, nella gestione finanziaria dell’istituto non abbia commesso delle azioni penalmente rilevanti e che sulla questione dei prelevamenti di soldi con falsi mandati di pagamento aveva presentato una denunzia ai carabinieri, subito dopo il grave incidente automobilistico di cui era stato vittima Giovanni Delle Cave nei pressi dello svincolo di Agira ed il ritrovamento della sua confessione. Sulla base di queste di considerazioni l’avvocato Marco Di Dio Datola pare che sia deciso,questa mattina o al massimo domani, di presentare una richiesta di liberazione del suo assistito, tenuto conto che non c’è niente di penalmente rilevante commesso nella sua qualità di dirigente scolastico. Comunque questa sarà una valutazione da parte del magistrato che riceverà la richiesta di annullamento degli arresti domiciliari.