I lavori dei detenuti di Enna in mostra a Catania
Enna-city - 14/10/2011
Enna. Saranno i feltri di un giovane egiziano Htem Darwhis, socio della cooperativa sociale Filo Dritto, ad essere presentati nella mostra “La magia della lana: Atelier dietro le sbarre”, che l’impresa, formata da detenuti che sono ristretti nel carcere di Enna, che si aprirà questo pomeriggio a Catania e rimarrà aperta, dalle 17 alle 21,30, sino a domenica nei locali dell’associazione “Vecchio Bastione”. Ci sono cieli d’Africa e tramonti tinti di arancio, seducenti bouquet di fiori, i “cutulisci di Catania, i tradizionali cannoli e le “minne” di Sant’Agata, le impalpabili sciarpe di lana e seta, tutte creazioni dell’egiziano. La mostra ripercorre la storia di Filo Dritto, nata all”inizio di quest’anno da una costola dell’associazione AManiLibere , che da anni si occupa di recupero della tradizione tessile siciliana e non solo. Il feltro è un tessuto straordinario che dà vita ad accessori di moda e complementi d’arredo realizzati con la lana, quella cardata, bagnata da acqua calda e sapone di Marsiglia e rollata a mano o con bastoni. La presidente dell’associazione FiloDritto, Ninni Fussone, sociologa con la passione per i tessuti, per anni ha tenuto corsi da volontaria nelle sezioni femminili e maschili del carcere di Enna. La magia della lana ha mostrato il proprio prodigio diventando all”inizio un impegnativo passatempo e poi trasformandosi, mano mano, in un vero e proprio “lavoro” per alcuni detenuti. Tra questi Darwhish, 23 anni, che grazie alla mostra di Catania potrà rivedere, esposti, i suoi capolavori.
“Il nostro è un lavoro di creazione che mescola la tecnica all”arte” – dice Ninni Fussone – continuiamo a lavorare ad un progetto che è imprenditoriale ma a carattere etico- sociale . Solo il lavoro, infatti, può costituire un riscatto vero per chi approda in carcere”. Filo Dritto, prima cooperativa sociale tessile delle carceri siciliane fa parte del progetto “Sigillo” del Ministro di Grazie a Giustizia, marchio creato a tutela del lavoro dei detenuti. “Tra i prossimi appuntamenti c’è quello con il Salone della Giustizia a Roma – aggiunge Ninni Fussone – siamo stati selezionati da una biennale d’arte e tante altre realtà che si muovono nell’ambito del commercio etico. Attendiamo una sede per spostare il laboratorio fuori dal carcere ennese”. Le lane utilizzate dalla Filo Dritto sono da quelle autoctone, quelle siciliane, fino ai preziosi cashmere, cammello, merinos, colorate chimicamente o con piante tintoree.