Nel 1921 ad Enna venne inaugurato il primo studio fotografico
Enna-city - 30/11/2011
Novant’anni fa, nel 1921, ad Enna venne inaugurato il primo studio fotografico professionale nei locali di un palazzo di via Vulturo, con vista sul Belvedere.
Salvatore Maddalena, fotografo ritrattista di talento, iniziò in quello studio, dotato di molte vetrate per utilizzare al meglio la luce solare, l’impegnativo lavoro dell’arte della fotografia, che lascerà dopo cinquant’anni per limiti d’età. Nella sua natia Enna è ricordato sia per le doti professionali sia per la signorilità e l’affabilità. Non è raro ancora oggi ritrovare in fondo ai cassetti foto di battesimi, prime comunioni, sposalizi e altre ricorrenze, nelle quali a margine o sul retro vi è la scritta “Foto Maddalena”. I suoi fondali scenografici erano unici e inconfondibili. Si serviva di una seggiola, una colonna, una finta balaustra per creare le pose più adatte alle circostanze, studiate nei minimi particolari. Gli effetti di luce e controluce esaltavano i chiaroscuri delle fotografie, rigorosamente in bianco e nero. Molto movimentata, al limite dell’avventura, la sua vita. All’età di 23 anni, nel 1907, sbarcò in America nell’area doganale di Ellis Island, New York, insieme ai fratelli Eduardo e Paolo in cerca di lavoro, dopo un mese di traversata atlantica con la motonave “The Madonna” salpata da Napoli. Insieme a un socio d’origine tedesca, anch’egli emigrato, fece il fotografo per quasi sette anni. Allo scoppio della prima guerra mondiale, le autorità dello stato di N.Y. invitarono gli emigrati provenienti dall’Europa a prendere la cittadinanza americana, pena l’espulsione. Il nostro fotografo Maddalena (nella foto) rifiutò e quindi dovette rientrare in Italia. Preso dal clima patriottico, decise di arruolarsi per servire la Patria. Fu assegnato nel corpo dei Bersaglieri e partecipò alle campagne del Nord Italia, della Grecia e dell’Africa, guadagnandosi il grado di sergente. Ai suoi ordini, durante le operazioni belliche, aveva un caporale di nome Benito Mussolini e un certo Amedeo Buffa che poi divenne attore famoso nel cinema con il nome d’arte di Amedeo Nazzari. Finita la guerra rientrò ad Enna, prese in sposa Maria Alessandra e trasferì lo studio fotografico da via Vulturo alla via Roma, nella strada detta “de’ scarpara”, nei pressi di Santa Chiara, in un locale sito nel palazzo ex convento dei Benedettini, dove rimase fino al 1970. Da quella felice unione nacquero tre figli Rachele, Franca e Bruno, il quale racconta che “allo scoppio della seconda guerra mondiale papà Salvatore voleva partire da volontario, ma la moglie s’impuntò e gli disse testualmente: Turì, la devi finire con questi divertimenti (!) …questa guerra la combatterai da casa”. Rimase quindi a fare il fotografo ad Enna. Quando Mussolini salì al potere, Maddalena prese il treno per la seconda volta nella sua vita (il primo viaggio su rotaie lo fece alla volta di Milano in occasione del viaggio di nozze) per recarsi a Roma a salutare il commilitone Benito il quale lo ricevette a Palazzo Venezia in maniera del tutto informale, con cordialità e un caloroso abbraccio. Fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto. E’ venuto a mancare nel 1974, all’età di novant’anni.
Salvatore Presti