Disegno legge su riordino costa siciliana una farsa che dura da dieci anni
Enna-Cronaca - 02/12/2011
Palermo. Vi sono dei progetti che la politica siciliana non abbandona mai. Nel 2002 si chiamava Disegno di “legge di riordino della costa”, era firmato Cuffaro-Pellegrino e portava il numero 317. Ritirato in tutta fretta di fronte alla rinnovata sensibilità ambientalista siciliana, è rimasto nel limbo per sei anni.
Ricompare come “riordino e riqualificazione della costa siciliana” e porta adesso la firma dei deputati Paolo Ruggirello e Francesco Musotto, che la IV Commissione ARS vara favorevolmente, approfittando, secondo la stampa, dell’assenza di una parte degli onorevoli componenti.
Davanti allo sdegno di tutte le parti sociali e di una parte delle forze politiche, appena quattro giorni dopo uno dei due proponenti, l’on. Musotto, ritirava pubblicamente la propria firma dal disegno di legge, affermando testualmente che questo atto è “un invito alla riflessione comune, alla partecipazione corale alla stesura del testo, senza personalismi”.
Ma passa appena un mese e il 9 novembre la IV Commissione, con il voto contrario di tre deputati e l’astensione di un quarto, sigla ufficialmente il testo di legge per il “riordino e la riqualificazione delle coste siciliane”, che viene trasmesso all’Assemblea, con buona pace della riflessione comune e partecipazione corale.
Una delle più assurde incongruenze sollevate subito dai professionisti al testo del DDL, è un classico colpo di mano della peggior specie: la proposta dichiarata dal DDL è quella di deroga (già grave) al divieto di edificabilità nella fascia dei 150 mt dalla battigia del mare. Il testo introduce invece subdolamente anche dei commi che non c’entrano nulla: quelli relativi alla battigia dei laghi e al limite dei boschi, delle fasce forestali e dai confini dei parchi archeologici! I professionisti lo hanno fatto rilevare subito ma il testo definitivo li mantiene.
È evidente che il “recupero e valorizzazione della costa siciliana” passa dalla sanatoria di costruzioni che ricadono anche in queste fasce di rispetto che nulla hanno a che fare con la costa! Incredibile ma vero.
I professionisti siciliani, in sintesi, ritengono che le dichiarate motivazioni di questo disegno di legge siano un semplice paravento al desiderio di sanare l’insanabile. E che questa è l’unica, antica logica del provvedimento!
Rimane la fondamentale constatazione, invece, che la costa siciliana è in molte parti sottoposta a due fenomeni di erosione dovuti non solo alle infrastrutture sulla terraferma e in mare ma anche a ciò che avviene a grandi e medie distanze come l’alterazione dei corpi idrici e delle aree di impluvio (cementificazione, alterazione della stabilità dei pendii, incendi). E questo anche prescindendo anche dall’aspetto ambientale e paesaggistico.
Il pericolo per le nostre coste non sempre viene dal mare, e dunque troviamo indispensabile una estensione ragionevole della fascia di inedificabilità assoluta ad almeno 300 metri (ben più prudente dei mille metri previsti in Sardegna con ottimi risultati) e soprattutto la esclusione di qualsiasi nuova costruzione o ampliamento volumetrico in questa fascia.
L’aspetto del condono delle opere abusive non è solo quello (concettualmente sconvolgente della indiscriminata sanatoria entro la fascia dei 150 metri) quanto lo scandalo di centinaia di migliaia di richieste di condono, ben lontane dal mare e ancora inevase dopo 25 anni!
E’ necessario che la nuova legge urbanistica regionale, utilizzando le prerogative statutarie della regione Siciliana, rappresenti un Testo Unico in materia di gestione intergrata del territorio rendendo efficaci e compatibili la pianificazione urbanistica con la pianificazione paesistica, con il riordino del settore idrogeologico e interagente con il piano per il riordino delle Coste, che deve dunque essere un progetto organico e non un colpevole colpo di spugna.
Ing. Giuseppe Maria Margiotta
Arch. Giuseppe Cucuzzella
Dott. Geol. Emanuele Doria