Sicilia. CGIL, rivedere piano energetico che crei occupazione e sviluppo sostenibile

Rivedere il piano energetico regionale e armonizzare con esso i regolamenti attuativi per dare impulso a un nuovo modello dell’energia incentrato su fonti rinnovabili ed efficienza energetica: lo chiede al governo regionale la Cgil Siciliana , che vede nel settore grandi potenzialita’ per creare sviluppo sostenibile e nuova occupazione. In proposito il sindacato ha gia’ consegnato all’assessore regionale all’energia, Giosue’ Marino,un documento , che e’ stato oggi illustrato in una conferenza stampa. “Pensiamo a un sistema di energia diffusa- ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia- incentivando l’istallazione di pannelli solari per 1.000 megawatt complessivi nei tetti delle abitazioni e delle piccole e medie imprese. Per questo- ha sottolineato- chiediamo l’istituzione di un fondo regionale di garanzia. L’operazione – ha aggiunto- consentirebbe alle famiglie e alle Pmi, risparmi sulla bolletta e reddito aggiuntivo e si muoverebbe nella logica dello sviluppo dal basso e nel territorio che noi auspichiamo nell’ambito di una economia di prossimita’”. Piccoli impianti, dunque, anche il mini eolico tra questi, in una regione che ha gia’ autorizzati quasi 2.000 Mw da fonti rinnovabili, nella quale dunque, secondo la Cgil, “aggiornare nel piano regionale gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di produzione da fonti rinnovabili alla road map 2050 (riduzione di Co2 nel 2050 fino al 95% rispetto al 1990) – ha sostenuto Alfio La Rosa, del dipartimento territorio e ambiente del sindacato- non sarebbe operazione velleitaria, vista anche la grande superficie della regione e l’alto irraggiamento. All’impulso alle rinnovabili- ha aggiunto- bisogna pero’ accompagnare un adeguato sviluppo delle reti intelligenti e dei sistemi di accumulo, vista anche la discontinuita’ tipica delle fonti rinnovabili”. Ma per puntare a questo obiettivo, per il sindacato, “ci vogliono regole certe- ha rilevato Michele Pagliaro, della segreteria regionale Cgil- pianificazione, trasparenza e meccanismi che garantiscano la piena legalita’, temi che il piano regionale 2009 non tratta in modo adeguato tanto da rendersi necessaria una sua rielaborazione”. La Cgil chiede, ad esempio, il divieto a partire dal 2017 dell’istallazione di impianti fotovoltaici a terra in spazi aperti, per evitare la speculazione sui terreni agricoli. Sollecita inoltre lo snellimento procedurale per i piccoli impianti e criteri chiari, univoci e trasparenti per le autorizzazioni. “Occorre inoltre puntare- ha sostenuto la Maggio- a costruire un distretto tecnologico, mettendo dentro universita’, enti di ricerca e centri di eccellenza; ad ampliare l’arco delle adesioni al patto dei sindaci per la redazione dei piani di sostenibilita’ nei comuni; a creare una cabina di regia per il coordinamento delle risorse europee”. Attraverso la strada dell’energia, e’ la tesi della Cgil,“oltre che sviluppo sostenibile e’ possibile creare nuova e qualificata occupazione”. Che si tratti della filiera delle fonti rinnovabili (dall’impiantistica alla messa in opera) o della riqualificazione degli edifici ai fini del risparmio di energia, una consistente quota di lavoro, secondo il sindacato, sarebbe assicurata .E sarebbe un lavoro collegato a una nuova visione dello sviluppo “capillare- ha sottolineato Maggio-, diffuso nel territorio, sostenibile, in grado di creare economie e lontano dalla logica delle cattedrali nel deserto che non hanno mai prodotto niente di duraturo ne’ di sostenibile nella nostra regione”.