Enna. Stazione ferroviaria: il sogno potrebbe diventare realtà

Il finanziamento di opere per 5.5 miliardi di euro varato oggi dal Cipe nei settori ferroviario, dell’edilizia scolastica, del risanamento ambientale è ciò che si aspettava da tempo.
E, il sogno potrebbe diventare realtà. Enna Bassa, è probabile, avrà da qui a pochi anni la stazione ferroviaria di arrivi e partenze servita da linea a doppio binario e treni veloci. Si tratta di un nuovo tracciato della Catania-Palermo per la riduzione dei tempi di percorrenza lungo la tratta Catania – Catenanuova – Enna bassa – Roccalumera. E’ di questi giorni la notizia che manca solo l’ok dell’Unione europea per il cofinanziamento di questa importante infrastruttura, perché la Regione possa avviare le procedure per l’inizio dei lavori. “Basterebbe il ‘via libera’ di Bruxelles, ha dichiarato l’assessore regionale ai LL.PP. Pier Carmelo Russo in una recente intervista, per dare una svolta decisiva alle diciannove grandi opere infrastrutturali programmate in Sicilia”. Sindaci e assessori comunali del capoluogo, nei tre lustri trascorsi hanno accarezzato l’idea di vedere spostata la stazione ferroviaria dall’attuale località Scaldaferro – Misericordia (in territorio di Calascibetta) ad Enna Bassa dove ormai, grazie anche all’Università, il dinamismo di quella parte della città è in costante evoluzione. Dopo l’autostrada Pa-Ct inaugurata nei primi anni settanta, la ferrovia veloce sarebbe un’opera infrastrutturale d’importanza strategica per lo sviluppo di Enna e provincia. E’ da quasi un ventennio che l’attuale ferrovia è in declino.
Declassata la stazione, i treni sono rari e lenti.
Risultato: quasi nessuno sceglie più il treno per viaggi a breve o a lunga percorrenza; si preferiscono i pullman per raggiungere le città della Sicilia, l’aereo per recarsi nel continente. E dire che l’avvento della vecchia ferrovia, la Messina – Palermo via Catania (Km.241), inaugurata nel 1876, rappresentò per il nostro territorio un evento straordinario. “Quella fu la prima opera pubblica di rilievo, che interessò il territorio di Enna”, annota Francesco Longo nella “Cronaca della città dal 1861 al 1981”, in appendice alla “Storia di Enna” di Paolo Vetri. La stazione ferroviaria, così come la vediamo adesso, venne inaugurata nel 1929 dopo che furono ultimati i lavori di ampliamento del fabbricato viaggiatori ed il rifacimento dei binari. In quella occasione le Regie Ferrovie cambiarono nome allo scalo, da Castrogiovanni in Enna, dopo che la città riprese il suo antico nome. Le cronache del tempo fanno rilevare come la linea Catania – Palermo, ultimata nel 1880, “completa un sistema di collegamento, efficace e articolato, realizzata in soli quindici anni dall’inizio dei lavori”, che coinvolse quattro delle sette province siciliane. Viene altresì evidenziato in tutte le sedi istituzionali locali “il ruolo politico-economico della ferrovia, primo fra tutti la modernizzazione dei trasporti commerciali”. In effetti, furono affrontati e risolti i bisogni della produzione solfifera dell’asse interno della Sicilia che avevano necessità di sbocchi celeri con i porti di Catania e Messina, per abbattere i costi di trasporto dello zolfo. La ferrovia, comunque, oltre ad assolvere esigenze commerciali, consentì la fine del secolare isolamento delle zone interne della Sicilia. Dalla fine degli anni Quaranta in poi, migliaia di emigranti diedero “l’assalto al treno” con “la valigia di cartone” per recarsi nel settentrione d’Italia o all’estero in cerca di lavoro, affollando quasi giornalmente la stazione ferroviaria, riempiendo le carrozze dei treni diretti al nord. Il trasporto su gomma, fino agli anni settanta, non si era ancora del tutto sviluppato, vuoi per le strade poco agevoli (la SS 192, cosiddetta “strada militare” per Catania, in alcuni tratti si presentava non asfaltata e quella per Palermo, la SS.121, era lunga, stressante, piena di curve), vuoi anche per i pochi mezzi pubblici. Il treno era quindi preferito dai viaggiatori sia per spostarsi nella stessa regione, sia per recarsi nel resto d’Italia. In quegli anni si raggiungeva Catania o Palermo con la storica “Littorina”, che era il massimo del confort.
Il declino della ferrovia, almeno in Sicilia, iniziò nel 1973, anno in cui fu inaugurata in tutta la sua lunghezza l’autostrada Messina – Catania – Palermo. Quell’anno, Nello Gandini, giornalista corrispondente del quotidiano “Giornale di Sicilia” a commento dell’evento, sulle pagine della “Cronaca di Enna, scrisse: “E’ passato quasi un secolo dall’inaugurazione della ferrovia per vedere il completamento di un’altra grande opera pubblica nella nostra isola”.
Ora si spera che i finanziamenti dell’Unione Europa arrivino al più presto per ridare nuova vitalità ai trasporti in Sicilia.

Salvatore Presti