“Caro sindaco, parliamo di biblioteche”. Antonella Agnoli e Donatella Natoli: Due donne al centro di un sogno
Enna-city - 28/03/2012
Enna. In tempi di crisi, caro sindaco, non si possono sacrificare le biblioteche! Parte da qui, dalle parole del suo libro, Antonella Agnoli per delineare appassionatamente, pur nel suo tono garbatissimo e quasi “inglese”, il ruolo di servizio cui la biblioteca deve assolvere in una società sempre più complessa e decisamente in difficoltà. Occasione, l’incontro del 27 marzo al Centro “Antonio Maddeo”, organizzato dal Comune di Enna, dall’AIB Sicilia, e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna. “Occorre – dice la Agnoli – avere visioni di largo respiro. Occorre, non solo amministrare il presente, ma avere il coraggio di immaginare il futuro. Investire meno sull’evento effimero e più su ciò che possa fungere da presidio permanente nel territorio”. Un pensare alla grande che piano piano da corpo a un sogno.
La biblioteca non può più essere semplice conservazione e archiviazione di testi offerti alla consultazione di un pugno di studiosi. In un momento in cui non esistono quasi più luoghi significativi di aggregazione di incontro e di crescita, deve essere ripensata (a cominciare dagli orari), come luogo di mediazione e di accoglienza, capace di mescolare le persone. La biblioteca come luogo sociale di incontro dove (perchennò?) si combattono le solitudini, dove quando entro mi sento bene e nessuno mi giudica. Dove nessuno mi chiede la tessera o la religione di appartenenza. Affermare la funzione educativa di un luogo alternativo al centro commerciale, il valore di luogo gratuito, dove posso stare tutto il giorno senza consumare nulla. Una biblioteca che si apra alla collaborazione con i diversi attori della cittadinanza, le associazioni, i volontari, i senior, i mestieri e le professioni, che offra supporto, aiuto, scambio di informazioni e saperi.
Che si apra “al sogno e al desiderio” della gente, parole che la Natoli – fondatrice della biblioteca delle Balate a Palermo – preferisce a “bisogno”. Portatrice di attenzione e non di progetti dati e prestabiliti. In un contesto difficile come quello dell’Albergheria, la sua biblioteca dei ragazzi testimonia della possibilità di diventare uno straordinario strumento per una migliore qualità di vita di ciascuno, immigrati, bambini, genitori, insegnanti. “Basta saper osservare, per dare le risposte giuste”. Quanto ai libri, “più si parte dal basso, più occorre una proposta alta. L’illustrazione migliore, le parole migliori, il suono della voce per innamorarsi della lettura. Per i bambini il libro è nemico, te lo vogliono imporre, un libro diventa amico perchè chi te lo legge ti vuole bene. Scegliamo sempre i libri migliori, i libri belli, di qualità”.
Questo il sogno condiviso, nella comune persuasione poi della centralità della persona addetta a un servizio, dell’importanza della passione che ciascuno mette nel proprio lavoro. “ In Sicilia – conclude Donatella Natoli – dal basso abbiamo le potenzialità, abbiamo orgoglio e passione. Possiamo andare anche in questo campo verso l’eccellenza”.
Cinzia Farina