Enna, città inadeguata ad accogliere ospiti, sembra aver smarrito il filo conduttore
Enna-city - 11/04/2012
Enna. Il problema non è la crisi e di conseguenza il turismo che non decolla. Il problema è Enna, una città inadeguata ad accogliere ospiti, perchè sembra aver smarrito il filo conduttore nel gestire le piccole e le grandi cose. La beffa del castello più bello della Sicilia, il castello di Lombardia, con le erbacce lungo le mura di cinta è il simbolo, quasi un marchio, del declino della città. Per non parlare della piazza antistante, dove è allocato il monumento ai caduti le cui aiuole sono abbandonate al degrado.
“E pensare – ha commentato una ex guardia carceraria di Sciacca in pensione, ennese d’adozione – che proprio in questo periodo di feste pasquali dove sono venuti tanti turisti per assistere ai riti della settimana santa, la pulizia, il taglio delle erbacce, la messa in ordine della piccola villetta attorno al monumento ai caduti, poteva rappresentare un fiore all’occhiello, un ottimo biglietto da visita per la città. I politici pensano solo a loro”.
Intanto, l’emergenza a Enna, mette paura. S’è aggravato negli ultimi mesi il degrado del tratto del gigantesco muro di contenimento di viale delle Olimpiadi, zona Ferrante, gravemente colpito dall’intonaco che si sgretola e cade a pezzi, con parte dei ferri a nudo che costituiscono un pericolo per i passanti.
Se poi si allarga lo sguardo, in via Civiltà del Lavoro, nelle vicinanze della scuola media Gallone, c’è un pezzo di muro che appare fuori asse e sarebbe bene che si facesse un sopralluogo tecnico per verificare se vi possano essere pericoli se non a breve termine, magari a lungo termine.
Infine, un ultimo aspetto che riguarda sempre viale delle Olimpiadi. Un viale che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per la città in quanto vi ha sede il 4° polo universitario della Sicilia, l’università Kore, ma che invece da anni è un orrendo biglietto da visita, una cartolina di ciò che Enna non dovrebbe essere ma che, purtroppo, è.
Stiamo parlando dello scarico del liquame a cielo aperto che lambisce persino il muro perimetrale dell’edificio della Kore, e che a distanza di tanti anni ancora non è stato risolto. “Le acque di scarico, secondo come tira il vento, di certo non offrono un odore gradevole per noi residenti e per gli studenti che frequentano piazza della Legalità, anzi tutt’altro” – è stato il commento di una settimana fa del geologo Patrinicola.
Giacomo Lisacchi