Enna. Emergenza rifiuti: si abbanca fuori provincia

Enna. Da ieri i comuni della provincia, capoluogo compreso, hanno incominciato ad abbancare i rifiuti solidi urbani nelle tre discariche scelte ed autorizzate dall’assessorato al Territorio ed Ambiente della Regione. Barrafranca, Piazza Armerina si recheranno a Gela, tutti gli altri comuni nelle discariche di Motta Sant’Anastasia e Catania con evidenti aggravi economici sia per il pagamento delle discariche sia per l’utilizzo di mezzi che trasportami i rifiuti. Nel campo dei rifiuti piove sul bagnato ed in questa situazione ci sono tante colpe perché il problema non è stato sempre affrontato con la necessaria prontezza. Si sapeva benissimo che la discarica di Cozzo Vuturo era in fase di esaurimento e che la vasca B1 della discarica aveva il veto del Ministero dell’Ambiente, ma il problema è stato sempre rinviato sia dall’Ato Rifiuti che dall’Assemblea dei sindaci, ora c’è la guerra con la Provincia, accuse e contraccusa che di certo non risolvono il problema che rimane urgente ed importante per tutto il territorio provinciale. Da anni viene scritto che il problema più importante da risolvere con urgenza era la raccolta differenzia, ma era un optional, e dire che una raccolta differenziata avrebbe potuto diminuire i rifiuti da abbancare in discarica, dandogli almeno altri tre-quattro mesi di vita, invece questo non è stato fatto. Ora si cerca di attivare sia l’impianto di compostaggio di Dittaino, che viene utilizzato, guarda caso da altre provincie, e l’impianto di selezione dei rifiuti di Gagliano. Su questo impianto, completato e mai messo in funzione, costato più di tre milioni euro, la Provincia ha già predisposto per la prossima settimana un intervento di oltre 8 mila euro per sistemare la strada di accesso all’impianto e consentire agli autocompattatori di portare i rifiuti sino all’impianto. In una prima fase, come ha sostenuto il dottor Lucio Ferrigno, funzionari della Provincia, “padre” di questo impianto, servirà solo Agira e Gagliano, poi potranno essere interessati altri comuni come Troina, Cerami, Nissoria. Infatti l’impianto, secondo una stima, a pieno regime, potrà servire una popolazione di 100 mila abitanti. La Provincia regionale deve cercare di superare tutti gli ostacoli, in caso contrario, dato la gravità della situazione sarebbe opportuno rivolgersi alla Procura della Repubblica, competente per territorio. Alla Provincia il dottor Lucio Ferrigno sta studiando altre soluzioni, quale quella di utilizzare qualche discarica del territorio provinciale per cercare di essere autonomi. In questo momento si stanno osservando le discariche di Agira, Assoro e Canalotto di Nicosia, ma è chiaro che queste discariche dovranno essere messe a norma per ottenere l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente di abbancare. La più idonea sembra essere la discarica di Nicosia, ma lì bisogna fare dei lavori importanti per renderla accessibile. Questi sono problemi che saranno affrontati la prossima settimana, così come inizieranno i lavori sulla strada che porta all’impianto di Gagliano.