Enna. Tre indagati nella vicenda del crollo del muro sulla Pergusina
Enna-Cronaca - 23/05/2012
Enna. Ci sono tre persone scritte nel registro degli indagati della Procura, si tratta del proprietario del cantiere, Calogero Salvaggio, del direttore dei lavori e che pare abbia eseguito i calcoli della costruzione Angelo Chiarandà, che anche un ex assessore comunale ai Lavori pubblici, e del geologo, Salvatore Palillo, che ha relazionato sullo stato dei luoghi. Il reato ipotizzato dalla Procura è disastro colposo. Il Sostituto Procuratore Francesco Rio che sta seguendo le indagini sul crollo del muro, che ha già incontrato personale tecnico del comune, sta velocemente con la collaborazione della Digos conducendo le indagini, ed è probabile che tra oggi e domani possano essere nominati i consulenti di cui ha bisogno per avere chiarezza in questa vicenda del muro che si è dimostrata più grave di quanto sembra perché in questo caso si è indebolita la collina e si è messo a rischio la stabilità di tre villette che si trovano nella sua sommità. Gli incarichi dovrebbero essere conferiti a Marcello Arici, professore di Scienza delle costruzioni all’università di Palermo, e Giovanni Margiotta, presidente dell’ordine degli ingegneri di Palermo. Da voci non sono esclusi altri avvisi di garanzia nei prossimi giorni.
Intanto i consiglieri di opposizione Maurizio Dipietro, Giovanni Contino, Filippo Fiammetta, Paolo Gargaglione. Paolo Gloria, Maurizio Bruno, Dario Cardaci, Dante Ferrari, Gaetana Palermo, Biagio Scillia, Mauro Incardona, Cesare Fussone e Giuseppe La Porta, molti dei quali domenica mattina si trovavano sul luogo del crollo del muro a seguire i sopralluoghi dei tecnici, ieri mattina, hanno protocollato una richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio comunale “alla luce di quanto drammaticamente occorso nella serata del 19 maggio presso il cantiere della ditta Selvaggio, considerata la gravità dell’accaduto e che, ad oggi, le uniche informazioni ufficiali ci sono pervenute dagli organismi di stampa”. La richiesta fatta al Presidente viene motivata “per essere opportunamente e doverosamente informati sui fatti che sono accaduti e che sono drammaticamente pericolosi” .Si tratta di 13 consiglieri di opposizione, che già, in passato, avevano sollecitato l’amministrazione comunale di seguire la costruzione, perché la stessa stava condizionando la realizzazione della strada parallela alla Pergusina, strada ritenuta necessaria per snellire il traffico ad Enna bassa, ed addirittura era stata chiesta una seduta del consiglio comunale da svolgere sul luogo della costruzione.
La nomina di consulenti tecnici da parte della Procura di Enna ha sostanzialmente bloccato tutto perché prima si vuole sapere quali sono state le cause che hanno provocato la frana e di conseguenza il crollo del muro e della strada di accesso alle villette. E’ chiaro che si vuole anche sapere se le villette abbiano subito dei danni strutturali, specie quella, abitata dal dottor Mauro Ingrasciotta che si trova sopra la frana e che ha provocato anche il crollo del muretto che stava sotto. Pare che lunedì mattina ci sia stato un incontro tra il Sostituto Procuratore, Augusto Rio, che sta seguendo la vicenda, e l’assessore Gino La Rocca e l’ingegnere Puleo, capo dell’ufficio tecnico comunale per sapere commuoversi in una vicenda delicata come questa, specie dal punto di vista tecnico. E’ probabile che prima di poter operare bisogna aspettare che la Procura nomini i propri consulenti, che abbia coscienza di quello che è successo e perché è successo, poi potrebbe esserci un summit tra consulenti della Procura , Genio Civile e Ufficio tecnico comunale. Innanzitutto c’è da accertare l’agibilità delle tre villette, verificare che strutturalmente le stesse non abbiano subito danni consistenti, quindi, ripristinare il più velocemente possibile la strada di accesso alle villette in modo da non penalizzare ulteriormente le famiglie che vi abitano, subito dopo bisogna incominciare a guardare lo stato della frana, la possibilità di bloccare il movimento della stessa, prima che possa arrivare la pioggia ad aggravare la situazione, che potrebbe diventare molto pericolosa per tutti. E’ chiaro che bisogna ripristinare nel migliore dei modi il pendio, stabilizzare la base dello stesso per evitare che possano verificarsi altri cedimenti. I tempi sono decisamente lunghi, come ha fatto capire l’ingegnere Paolo Puleo, capo dell’ufficio tecnico comunale perché c’è guardare con attenzione tutta la fiancata della collina, c’è da consolidare la base laddove si sono fatti degli scavi per realizzare possibilmente i garage della struttura residenziale. Nel corso della settima sono previsti altri incontri, mentre la Digos continua la sua indagine su richiesta della Procura.Si stanno esaminando tutte le documentazioni, tutte le autorizzazione, il progetto se lo stesso ha subito in corso d’opera delle modifiche, ed una relazione sarà presentato al Sostituto Procuratore Augusto Rio, che si servirà dei consulenti nominati per appurare se ci siano state delle irregolarità nelle procedure. Sul piano politico-amministrativo pare che i consiglieri di opposizione stiano preparando una mozione da presentare al presidente del consiglio comunale, con la quale si chiede di bloccare i lavori ed annullare le autorizzazioni; si parla anche di una riunione del consiglio in sessione straordinaria ed urgente con all’ordine del giorno solo questo problema.