Teatro. “Li Romani in Russia” visti da Cristicchi
Enna-city - 20/11/2012
Per una volta la storia viene raccontata dai vinti e non dai vincitori, ma nello spettacolo di Simone Cristicchi “Li Romani in Russia” c’è molto di più e la versione da attore teatrale, per il cantante è ben cucita addosso. Al “Garibaldi” di Enna è andato in scena un teatro di narrazione apprezzabile, un racconto di guerra raccontato in versi, testo ottava rima, ognuna legata all’altra, ma c’è anche un’altra particolarità che ha colpito gli spettatori: il dialetto romano.
Condurre un monologo per 68’ e far tenere alta la concentrazione non è mai facile, ma Cristicchi c’è riuscito alternando momento di recita leggera ad altri di tristezza. Il cantautore romano è così stato protagonista nel monologo con la regia di Alessandro Benvenuti ed è tratto dal poema in versi di Elia Marcelli. Racconta l’orrore della spedizione in Russia con gli occhi dei protagonisti, di chi la Seconda Guerra Mondiale l’ha vissuta in prima persona. Cristicchi sulla scena ha avuto la capacità di interpretare diversi personaggi, anche grotteschi. Per meglio spiegare cosa accadeva in quegli anni sono stati recuperati i bollettini di allora intuendo bene la propaganda del regime secondo cui tutto andava bene e la spedizione era un successo.
“Tutto quello ascoltato è realmente accaduto” dice Cristicchi che spiega: “Il silenzio di rimozione è sempre stato il filo conduttore dei miei spettacoli”. Ma c’è qualcosa che lo lega allo spettacolo: “Mio nonno Rinaldo fu in Russia, ma non ha mai voluto parlarne, la ferita credo sia ancora aperta”. Cristicchi parla poi del finale del monologo: “La chiusura è un vero colpo di genio perché lascia l’uomo nella sua solitudine a riflettere”. Ma la particolarità della serata è stata anche il confronto diretto con gli spettatori. Emozionante l’intervento di una signora che si è detta emozionata perché “quella campagna di Russia mio papà Angelo Schepis l’ha vissuta ed oggi ho trovato analogie”. Presenti ad assistere anche alcuni studenti del liceo “Alighieri” di Enna. a loro Cristicchi ha detto: “Se ogni ragazzo di oggi conoscesse la storia dei propri nonni, l’Italia sarebbe diversa. Gli anziani sono il più grande patrimonio culturale per la memoria”.