Enna. Nove rinvii a giudizio nell’operazione antidroga “Hot Knife”

Enna. Sono nove rinvii a giudizio chiesti dal Pm Francesco Rio nell’ambito dell’operazione antidroga “Hot Knife”, effettuata dalla squadra Moble, diretta dal vice questore Giovanni Cuciti, che ha scoperto grazie ad intercettazioni ambientali e telefoniche, riprese televisive un presunto giro di droga, gestito dall’ ennese Luigi Attardi, difeso dall’avvocato Michele Baldi. L’udienza preliminare si aprirà il prossimo 4 novembre dinanzi al Gup Stefano Zammuto. Oltre ad Attardi, arrestato a novembre e poi ai domiciliari, ci sono un suo presunto complice, Salvatore La Rocca, difeso dall’avvocato Mauro Di Natale, due ennesi, Maurizio Alessandra di 45 anni e Fabrizio Gaetano Di Dio di 46, però, in questo caso, accusati di singole cessioni di stupefacenti, difesi dagli avvocati Erminio Cimino e Gabriele Cantaro, nel corso dell’operazione non arrestati. Gli altri cinque indagati , anche per loro richiesti di rinvio a giudizio sono L.V. di 39 anni, M.R. di 31, P.A. di 32 anni S.M., 41 anni, S.S. di 24. Questi ultimi sono accusati essersi scambiati sostanze stupefacenti in diverse occasioni. Le indagini della squadra Mobile, durata per diversi mesi dalla fine del 2011 sino a marzo del 2012, hanno scoperto che i panetti di hashish arrivavano da diverse città siciliane specie dal quartiere di Brancaccio a Palermo. Tutti i consumatori avevano un punto di riferimento, che era il garage di Attardi nella zona di Papardura, dove si poteva acquistare la droga, ma anche consumarla sul posto, specie gli spinelli. Gli agenti hanno intercettato, pedinato e videoregistrato Attardi e i suoi amici consumatori e le videocamere lo hanno immortalato mentre tagliava i panetti di hashish a dosi con un coltello, che veniva prima riscaldato per agire meglio tanto che il vicequestore Cuciti e il pm Rio, hanno battezzato l’operazione antidroga “Hot Knife”, dall’inglese “coltello caldo”. Attardi non era nuovo ad operazioni di spaccio tanto è vero che alcuni mesi prima dell’operazione era stato sorpreso con 170 grammi di hashish, divisi in tre pezzi, e 6.800 euro in contanti, frutto dello spaccio. A proposito di consumo di droga la giurisprudenza innovativa della Cassazione ha depenalizzato il cosiddetto “consumo di gruppo” ed ovviamente in questa vicenda riguarda le accuse di cessione “l’un l’altro” di droga e la Cassazione ha definito “penalmente irrilevante” il consumo di gruppo, sia nell’ipotesi di “mandato all’acquisto” sia di “acquisto comune”.