Enna. Udienza preliminare per 13 indagati su prostituzione minorile ai danni di ragazzina ennese

Martedì prossimo al tribunale di Enna ci sarà l’udienza preliminare per tredici persone che vengono accusati di avere avuto rapporti sessuali con una ragazza di quindici anni, avviata al vecchio mestiere da una presunta zia L.B. di 40 anni che la sfruttava per poter avere soldi che le consentissero di vivere agiatamente e di andare a giocare con le slot machine. I tredici imputati, tutti adulti, tra cui anche ultrasettantenni, sono non solo della provincia di Enna, ma anche delle province di Agrigento e Catania. Uno dei clienti ha invitato il suo avvocato difensore di presentare un’istanza di patteggiamento per cercare di avere una pena minore e su questo argomento sarà la Dda a decidere proprio perché si tratta di una minorenne. Intanto la ragazzina è stata straferita in una comunità fuori provincia e la stessa ha fatto sapere, tramite il suo tutore, nominato dal Tribunale, di volersi costituirsi parte civile ed ha già avanzato una richiesta di risarcimento molto sostanziosa. La ragazza ha riconosciuto i tredici clienti, li ha indicati tutti e gli imputati dovranno rispondere di prostituzione minorile, mentre la cosiddetta zia, difesa dall’avvocato Franco Puzzo, viene accusata di sfruttamento della prostituzione perché la maggior parte dei soldi delle prestazioni finivano nella sua tasca. Il Pm Maria Pia Ticino dovrà valutare se concedere eventuali proposte di patteggiamento da parte dei “clienti”. Si tratta di clienti che erano di Enna (otto), uno di Calascibetta di 77 anni, uno di Ramacca, uno di Belpasso, due di Campopbello di Licata, per quattro i loro c’è l’accusa di avere avuto rapporti sessuali quando la ragazza aveva appena quindi anni. L’indagine è venuta fuori, razie agli agenti della squadra Mobule, che, eguendo le prestazioni della zia, si sono imbattuti nella presenza della ragazzina, che la donna portava con se per avere un maggior profitto.