Valguarnera. Presto Villa “Falcone – Borsellino” subirà cambiamenti. Sarebbe caso che progetto venisse prima valutato dalla comunità!
Valguarnera - 22/02/2022
Valguarnera. Le procedure sono state già avviate e probabilmente, anzi con certezza, non ci sarà un ritorno sui propri passi. La villa comunale “Falcone Borsellino”, il primo giardino comunale voluto a fine degli anni ’50 dall’allora sindaco Enzo Sicilia, su indicazione dell’Amministrazione Comunale diventerà ben presto una piazza, o meglio un giardino a cielo aperto. Da notizie di dominio pubblico, il progetto prevede l’abbattimento dell’inferriata, l’estirpazione di molte siepi e la conservazione di alcuni alberi di alto fusto, mentre altri nuovi saranno piantumati. L’interno sarà inoltre ripavimentato, mentre i lavori del perimetro esterno tolta l’inferriata, prevedono l’allargamento del marciapiede con un ingresso nella “piazza” dotato di gradini. La procedura è in fase avanzatissima, con tanto di bando già avviato, mancano quindi gli ultimi dettagli per la realizzazione dell’opera. Il tutto per un costo di un milione di euro finanziato dalla regione siciliana, attraverso il programma “operativa Sicilia” varato dalla Commissione Europea, che mira, in riferimento all’attuazione del protocollo di Kyoto, alla valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo nonché al miglioramento di ville e giardini. Con tanto di sottolineatura per la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo. Orbene, un progetto del genere che avrà un impatto visivo ed ambientale non indifferente e che trasformerà completamente quel tratto di strada di Via Sant’Elena in qualcosa di completamente diverso rispetto all’attuale, sarebbe di grande utilità o quantomeno opportuno che prima che si metta in cantiere l’opera, venisse presentato alla comunità in tutti i minimi dettagli, che ha tutto il diritto di sapere ed esprimersi sulla bontà o meno della stessa. Non si vogliono dare giudizi a priori su qualcosa che non si conosce o che ci si immagina solamente, ma crediamo che la cittadinanza abbia pieno diritto di sapere e valutare di cosa si tratta. Considerato che non si sta costruendo un collettore fognante ma si sta trasformando in meglio o in peggio, da vedere e valutare, un pezzo di storia della comunità valguarnerese. Tutto ciò anche nell’interesse della stessa amministrazione che ha il dovere di condividere la trasformazione di un patrimonio pubblico con la comunità. Anche se è il caso, con l’indizione di un referendum locale come previsto dallo statuto comunale.
Rino Caltagirone