Acqua, il piano di De Rose: “Avanti col privato fino alla scadenza, poi gestione pubblica”

Le bollette restano tra le più care d’Italia, i rubinetti continuano a rimanere a secco a giorni alterni, ma il contratto con il gestore privato non si tocca. Almeno per ora. È questa la conclusione del candidato a sindaco del Centrodestra Ezio De Rose emersa dall’ultimo confronto pubblico organizzato dal Comitato Senz’Acqua Enna alla Sala Cerere. Un bagno di realtà che ha smorzato gli entusiasmi dei cittadini ed ha spostato l’asse del dibattito elettorale su un binario strettissimo: quello dei vincoli legali che blindano l’attuale gestione.

La via del pragmatismo

Mentre la cittadinanza esasperata chiede a gran voce una rottura netta con il passato, il candidato sindaco del centrodestra unitario, Ezio De Rose, ha dovuto pronunciare davanti alla platea le parole che nessuno avrebbe voluto sentire: gli anni passati a spulciare le carte del contratto non sono bastati a trovare una via d’uscita. Non esistono, a oggi, elementi giuridici sufficienti per decretare una rescissione immediata senza rischiare di esporre le casse comunali a contenziosi milionari.

Il paradosso ennese: disservizi continui ma patti di ferro

Il dibattito ha sollevato il velo sul grande paradosso che stringe Enna in una morsa da vent’anni. Da un lato c’è una comunità che subisce disservizi strutturali e tariffe record; dall’altro un’architettura contrattuale ereditata dal passato che si sta rivelando una gabbia dorata per il privato e una trappola per il pubblico.

Se da una parte l’assenza del candidato Mirello Crisafulli ha fatto rumore, attirandosi le dure critiche del Comitato dall’altra la presenza di De Rose e Filippo Fiammetta ha costretto la politica a fare i conti con il realismo amministrativo.

 «Nessuno può dirsi soddisfatto dell’attuale servizio idrico — ha ammesso con fermezza De Rose —, ma dobbiamo essere onesti con i cittadini. Piuttosto che promettere revoche immediate che la legge non ci permette, dobbiamo iniziare a programmare da subito il dopo-scadenza».

La strategia del “giorno dopo”: verso la gestione in house

Esclusa la via della risoluzione anticipata del contratto, per De Rose la partita per l’acqua pubblica si sposta sul terreno della pianificazione a lungo termine. Mancano pochi anni alla naturale scadenza dell’affidamento e la vera sfida per la prossima amministrazione non sarà gridare alla rivoluzione, ma costruire la macchina amministrativa per farsi trovare pronti.