Omicidio stradale a Barrafranca: chiesti 6 mesi per la morte di un 14enne: la famiglia si oppone
Barrafranca - 09/06/2026
Sei mesi di reclusione con sospensione condizionale per la morte di un quattordicenne. È la pena che la Procura di Enna ha concordato con l’imputato Giuseppe Paternò, accusato di omicidio stradale per la morte del giovane Gabriele Giadone, avvenuta il 10 maggio 2025 a Barrafranca. Un patteggiamento che la famiglia della vittima non intende accettare in silenzio. Gabriele molto conosciuto in paese era un ottimo studente, sempre pronto ad aiutare gli altri, retaggio del suo essere uno scout in passato. Giocava a calcio nella giovanissima della barrese ma aveva per anni frequentato corsi di karate e nuoto.
La difesa della vittima
Lo studio legale Giunta di Catania, che assiste il padre Angelo e la sorella minore Gloria Maria, ha depositato il 4 giugno scorso una memoria difensiva al GIP del Tribunale di Enna, Giuseppe Noto, chiedendo in via principale il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale e, in subordine, il rigetto del patteggiamento. Secondo la difesa della persona offesa, quella pena sarebbe il frutto di errori che avrebbero sistematicamente alleggerito la posizione dell’imputato.
Il nodo della velocità
Il primo nodo riguarda la velocità del ciclomotore condotto dalla vittima. La Procura, stando alla tesi della difesa, ha riconosciuto a Paternò l’attenuante del concorso causale della vittima nell’evento, fondandosi sulla consulenza del proprio perito, Vitellaro, che ha stimato la velocità del mezzo a 67 km/h, oltre il limite di 45. Il consulente incaricato dalla difesa della persona offesa, l’ingegnere Vadalà, è giunto a conclusioni radicalmente diverse: la velocità non avrebbe superato i 38 km/h. A sostegno di questa ricostruzione ci sarebbe un video della rotonda di Viale Signore Ritrovato, acquisito su impulso della stessa difesa dopo la chiusura delle indagini, e dunque non disponibile al perito della Procura, mostrerebbe il minore transitare a velocità moderata pochi istanti prima dell’impatto. Sono ricostruzioni tecniche di parte, che spetterà al giudice valutare.
L’altro aspetto
Il secondo rilievo è forse ancora più dirompente Nel capo di imputazione, secondo la difesa, la stessa Procura descriverebbe una condotta contromano di Paternò, occupando la corsia opposta per circa 13 metri, senza però contestare l’aggravante specifica.
A completare il quadro, la memoria solleva una questione di incostituzionalità. La riforma del dicembre 2025 ha riconosciuto alle vittime di determinati reati gravi il diritto di essere avvisate e ascoltate nelle udienze di patteggiamento in fase di indagini preliminari. L’omicidio stradale, però, non figura nell’elenco. Per la difesa è una lacuna irragionevole, che ha di fatto privato i Giadone persino del diritto di sapere che quell’udienza si sarebbe tenuta.
La parola passa ora al GIP Noto che l’11 giugno potrà omologare l’accordo, rigettarlo, o — ritenendo fondata la questione di costituzionalità — sospendere il procedimento e rimettere gli atti alla Corte Costituzionale.