Il nodo delle indennità, la maggioranza chiude il caso: “Tanto rumore per nulla”
Enna-Cronaca - 12/06/2026
«Tanto rumore per nulla». La citazione shakespeariana, richiamata senza troppa ironia, è stata scelta dal sindaco Mirello Crisafulli, dalla giunta e dai consiglieri di maggioranza per rispondere al clamore sollevato dalla delibera n. 154 del 9 giugno scorso, quella con cui il nuovo esecutivo comunale ha aumentato le indennità degli amministratori di Palazzo di Città.
Una delibera che ha fatto discutere, e non poco. Questa mattina il sindaco, contattato da ViviEnna, aveva già provato ad abbassare i toni, parlando, in merito alla carica di primi cittadino – di “350 euro mensili in più” rispetto alle indennità precedenti e ribadendo che «è tutto a carico della Regione». Ora, con la nota congiunta diffusa nel pomeriggio, la versione ufficiale dell’intera maggioranza si fa più articolata e più densa di particolari
Il punto centrale, nella ricostruzione dell’amministrazione, è che non si tratta di una scelta politica ma dell’«applicazione di una specifica disposizione legislativa della Regione Siciliana», la legge regionale n. 4 del febbraio 2026. Una norma — si spiega — già adottata dagli altri comuni siciliani interessati, e che sarebbe stato «quantomeno singolare» non applicare anche a Enna, «città capoluogo, con tutto quello che comporta in termini di impegno e responsabilità».
Sul fronte economico, la maggioranza ha scelto la strada della trasparenza numerica: la variazione di bilancio è pari a «euro 43.749,20 per il periodo residuo dell’esercizio 2026», che tradotta in cifre mensili corrisponde a «circa 6.249,88 euro distribuiti tra i dieci componenti della Giunta comunale, Presidente e Vicepresidente del Consiglio comunale, pari ad un incremento medio di circa 520,82 euro lordi al mese per ciascuno». E soprattutto, insiste la nota, nemmeno un euro uscirà dalle casse comunali: gli oneri «sono posti a carico della Regione Siciliana, che provvederà al relativo rimborso secondo le modalità previste dalla legge».
Ma la nota non si esaurisce nella difesa. C’è anche l’attacco alla gestione precedente. L’amministrazione Crisafulli afferma di essersi messa «subito al lavoro per fare ripartire una città in affanno», trovando sul capitolo degli eventi estivi e della Festa della Patrona «appena 700 euro», dopo che la precedente amministrazione avrebbe «letteralmente prosciugato il relativo capitolo di bilancio». Una frecciata diretta, che punta a spostare il centro della polemica: non gli aumenti, ma cosa ha lasciato chi è venuto prima.
Intanto, l’agenda dell’amministrazione — stando alla nota — è già fitta: dalla revoca dello stato di liquidazione dell’Ente Autodromo di Pergusa all’aumento del monte ore del personale comunale, dagli interventi su mensa scolastica e welfare familiare al lavoro «sul verde pubblico, sul piano tecnico». Il sindaco ha anche annunciato che nel consiglio comunale di martedì 16 giugno interverrà direttamente per «chiarire e aggiornare la cittadinanza sul lavoro della Giunta