De Luca, Crisafulli e la seduta spiritica: il “modello Enna” punta alle Regionali con Venezia

Enna torna protagonista sulla scena politica siciliana. E stavolta non come periferia da corteggiare in campagna elettorale, ma come laboratorio politico da cui potrebbe nascere qualcosa di più grande. La “seduta spiritica”, così l’ha battezzata con ironia Cateno De Luca sul suo profilo Facebook che ha riunito il neo sindaco Mirello Crisafulli, il leader di Sud chiama Nord e la deputata nazionale nonché vicesindaco Maria Stefania Marino non è stata una semplice cena tra vecchie conoscenze. È stata, con ogni probabilità, la prima riunione operativa di un cantiere politico che guarda dritto alle elezioni regionali.

Il modello Enna

Crisafulli ha vinto ad Enna costruendo qualcosa di inedito nel panorama siciliano: una coalizione civica, trasversale, capace di attrarre pezzi di Lega, esponenti della precedente amministrazione e della Dc, tutto senza esporre il simbolo del Pd. Una scelta imposta dall’alto, dal segretario regionale Anthony Barbagallo che il neo sindaco, a urne chiuse, ha candidamente definito “un beneficio”. Parole pesanti, dette con il sorriso di chi sa di aver vinto anche quella partita.

Ora quel modello, il cosiddetto “modello Enna”, punta a essere esportato. E la punta di diamante indicata dallo stesso Crisafulli nel comizio di chiusura ha un nome preciso: Fabio Venezia, parlamentare regionale di Troina, figura importante ma voce critica dentro il Pd siciliano, tra coloro che hanno contestato il congresso che ha incoronato Barbagallo segretario.

La presenza di Marino

La presenza di Marino al tavolo aggiunge un ulteriore livello di lettura. Vicesindaco di Enna, deputata nazionale, considerata vicina alla linea della segretaria Schlein: la sua partecipazione alla serata non è passata inosservata. Tanto più che Barbagallo, anche lui di area schleiniana, si muove su un binario divergente, puntando a primarie di campo largo con il Pd come locomotiva, in una visione più tradizionale e verticistica che trova però resistenze crescenti anche dentro il partito.

Il cerchio di Mirello

Il quadro si completa con la visita che Gianfranco Miccichè, tra i fondatori di Grande Sicilia insieme al sindaco di Palermo Lagalla e all’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, ha reso ad Enna per celebrare la vittoria di Crisafulli. Lombardo, nelle stesse ore, lanciava un ultimatum al centrodestra siciliano, agitando lo spettro di una corsa autonoma alle Regionali. De Luca e Crisafulli, dal canto loro, sembrano pronti ad accoglierlo. Enna, insomma, non è più solo il capoluogo più alto d’Italia. È diventata, almeno per una notte, la capitale politica della Sicilia che verrà.