Pergusa, Legambiente a Crisafulli: “Modello di sviluppo incompatibile con la Riserva”
Enna-Cronaca - 27/06/2026
La revoca dello stato di liquidazione del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa continua ad alimentare il dibattito politico e ambientale. Dopo l’approvazione della delibera da parte del Consiglio comunale, interviene Legambiente Enna con una lunga nota nella quale sposta l’attenzione dagli aspetti amministrativi alle conseguenze che la nuova gestione potrebbe avere sulla Riserva naturale speciale di Pergusa.
L’associazione precisa di avere seguito “con attenzione la vicenda della revoca dello stato di liquidazione del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa, non tanto per gli aspetti prettamente amministrativi, che comunque appaiono estremamente controversi, con una delibera votata dal Consiglio comunale nonostante diversi pareri contrari a una simile scelta, quanto per le ricadute che la visione dell’attuale amministrazione potrà avere sul destino della già fragilissima natura pergusina”.
Una diversa idea di sviluppo della Riserva
Nel documento, Legambiente contesta la visione illustrata dall’amministrazione comunale dopo il voto del Consiglio.
“Le dichiarazioni del Sindaco, successive alla votazione in Consiglio comunale, delineano infatti un modello di sviluppo fondato sulla presunta conciliabilità tra attività motoristiche e tutela ambientale. Una posizione che ripropone una lettura distorta del significato stesso di Riserva Naturale Speciale, interpretata non secondo le finalità di conservazione previste dalla legge istitutiva, ma come uno strumento capace di consentire attività incompatibili con la tutela dell’ecosistema”.
L’associazione ricorda inoltre di avere già espresso in passato la propria contrarietà al regolamento che consente lo svolgimento di attività motoristiche dal 15 marzo al 30 ottobre, aggiungendo: “Non comprendiamo, però, cosa si intenda per ‘attività ambientali’, alle quali fa riferimento il Sindaco”.
I vincoli europei e la Valutazione di Incidenza
Un passaggio centrale della nota riguarda il quadro normativo che interessa oggi l’area di Pergusa.
Legambiente ricorda che “l’area di Pergusa è stata infatti designata sia Zona di Protezione Speciale (ZPS) sia Zona Speciale di Conservazione (ZSC), ai sensi di due diverse direttive europee, la 92/43/CEE e la 2009/147/CE, entrambe prevalenti sulla normativa regionale e su ogni regolamento oggi vigente”.
Per l’associazione, proprio il Piano di gestione dell’area protetta dovrà rappresentare il riferimento per ogni futura attività.
“Parlare di manifestazioni musicali, concerti o fiere non è, in linea di principio, impossibile. Tuttavia, ogni iniziativa dovrà essere valutata caso per caso, verificandone le possibili ricadute e il relativo impatto ambientale attraverso la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA)”.
Le priorità per il lago
Secondo Legambiente, il dibattito avrebbe trascurato le reali emergenze ambientali dell’area.
“Grave è invece non aver sentito una sola parola su ciò che realmente serve al lago: ad esempio il completo rifacimento del sistema fognario, richiesto già all’amministrazione Garofalo e successivamente a quella Dipietro”.
I danni del maltempo
L’associazione richiama anche quanto accaduto dopo il maltempo degli ultimi giorni.
“Proprio nella giornata di ieri, a seguito del temporale che si è abbattuto sull’Ennese, la rete fognaria è tracimata e le acque, accompagnate da un odore nauseabondo, hanno invaso il piazzale Mingrino, antistante l’ingresso alla pista”.
Nel documento vengono inoltre evidenziate la necessità di mantenere efficiente il sistema di canalizzazione delle acque e di intervenire sul collettore che attraversa il paddock dell’autodromo.
“Pergusa ha bisogno di essere ‘maneggiata con cura’, e non trattata come un grande spazio bianco sul quale scrivere ciò che più si desidera, tanto più oggi, quando il cambiamento climatico rende evidente, e per certi aspetti drammatica, la fragilità del suo ambiente naturale”.
Le proposte di Legambiente
Accanto alle critiche, l’associazione avanza alcune proposte operative.
Secondo Legambiente sarebbe stato opportuno che Comune di Enna, Libero Consorzio e Regione Siciliana avessero promosso congiuntamente l’inserimento dell’intero bacino di Pergusa nel Piano Nazionale di Ripristino dell’Italia previsto dal Regolamento europeo sul Ripristino della Natura.
Infine, l’associazione torna sul futuro del CEAP, ricordando di avere proposto “di immaginare un nuovo percorso per quello che è stato il CEAP, con l’obiettivo di salvaguardarne non solo il patrimonio immobiliare, ma anche e soprattutto quello umano, mettendolo a disposizione dell’intera comunità provinciale”.
La nota si conclude con un’apertura al dialogo istituzionale: “Su questi temi, come sempre, Legambiente conferma la propria disponibilità a ogni confronto istituzionale, avendo come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità della presenza umana nella straordinaria area naturale di Pergusa”.