Troina, al via i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate: l’80° anniversario della confraternita
Troina - 15/07/2026
Sono iniziati domenica a Troina i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, organizzati dalla confraternita omonima, che si protrarranno fino a alla prossima settimana. All’apertura dei festeggiamenti di quest’anno, che coincidono con l’80° anniversario della fondazione della confraternita e con il 1670° anniversario della nascita di Sant’Antonio Abate, hanno partecipato le confraternite di Aci Sant’Antonio, Cerami e Santa Domenica Vittoria.
La processione per le vie del paese
Tutte e quattro le confraternite, ognuna con le reliquie del santo e con i confrati che indossavano i loro abiti tradizionali, muovendosi dalla chiesa di San Silvestro, hanno percorso in processione, tra due ali di folla, via Vittorio Emanuele e via Sollima fino alla chiesa di San Caterina, che è la sede della confraternita, dove ad attenderle c’era molta gente.
La storia della confraternita
La confraternita di Sant’Antonio è una delle 11 confraternite esistenti a Troina, che sono delle vere e proprie istituzioni. Alcune di loro hanno origini antichissime risalenti ad alcuni secoli fa. Quella di Sant’Antonio è una delle più giovani. “La confraternita è stata fondata nel 1946, nell’immediato secondo dopoguerra, periodo di forte ristrettezze economiche e di profonde trasformazioni sociali economiche, politiche e istituzionali, su sollecitazione dell’arciprete di allora, Silvestro Siciliano, e del sacerdote Antonio Fiumefreddo, che da Sant’Antonio aveva ricevuto personalmente una grazia”, racconta il governatore della confraternita, Francesco Cantale.
Il culto di Sant’Antonio Abate
Il culto popolare per Sant’Antonio Abate era molto diffuso prima della fondazione della confraternita. A lui i contadini si rivolgevano per la protezione dei loro animali dalle malattie e per la protezione di loro stessi dall’herper zoster, chiamato anche fuoco di Sant’Antonio. Lo festeggiavano due volte l’anno: il 17 gennaio accendendo degli imponenti falò, chiamati “pagghiara” e nel mese di luglio, in coincidenza con l’imponente fiera del bestiame, che non si fa più dagli ’80 del secolo scorso.