Pietraperzia, aumentano le indennità: 4000 euro al sindaco, l’opposizione attacca

È sulle indennità degli amministratori comunali che si concentra il nuovo scontro politico a Pietraperzia. A sollevare il caso sono i consiglieri comunali di opposizione del gruppo L’Ora del Cambiamento, Giovanni Emanuele Emma, Silvia Romano, Paola La Monica e Luana Chiolo.

Le indennità

Dal primo giugno 2026 le indennità mensili di funzione sono state rideterminate in 4.002 euro per il sindaco, 2.001 euro per il vicesindaco e 1.800,90 euro per ciascun assessore e per il presidente del Consiglio comunale. Le somme sono indicate al lordo delle ritenute fiscali, con gli oneri IRAP previsti a carico dell’ente.

I consiglieri mettono le nuove cifre a confronto con quelle indicate in un precedente provvedimento del 2020: 2.634,66 euro per il sindaco, 1.317,33 euro per il vicesindaco e 1.185,60 euro per assessori e presidente del Consiglio comunale.

Il confronto diventa politico

Per l’opposizione, il tema non riguarda il diritto degli amministratori a percepire un’indennità, ma l’opportunità della scelta in una fase caratterizzata, secondo i consiglieri, da difficoltà economiche e dalla necessità di programmare le risorse dell’ente.

“Non sono slogan. Sono numeri scritti negli atti”, affermano Emma, Romano, La Monica e Chiolo, mettendo al centro del confronto proprio la differenza tra gli importi precedenti e quelli attuali.

La critica viene sintetizzata anche nel rapporto tra le richieste rivolte ai cittadini e le decisioni assunte dall’amministrazione: “Quando c’è da stringere la cinghia, sembra che a stringerla debbano essere sempre i cittadini. Quando invece si deve decidere quanto percepire, la sobrietà finisce”.

Il nodo della coerenza

Nella loro nota i quattro consiglieri richiamano anche la posizione assunta in passato dall’attuale sindaco quando sedeva tra i banchi della minoranza. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, in quella fase aveva contestato alla precedente amministrazione l’aumento delle indennità, soffermandosi anche sul peso dell’IRAP per il bilancio comunale.

Il confronto tra passato e presente diventa così uno dei punti politici centrali della contestazione. La domanda posta dai consiglieri riguarda la coerenza tra quelle precedenti posizioni e le scelte adottate oggi dall’amministrazione.

L’opposizione richiama inoltre le difficoltà finanziarie dell’ente e la situazione dei lavoratori del servizio di nettezza urbana, che, secondo quanto riportato nella nota, risultano ancora a 30 ore settimanali.

La scelta della Giunta

Un ulteriore elemento della contestazione riguarda la composizione della Giunta. I consiglieri osservano che una squadra amministrativa più contenuta avrebbe comportato un costo complessivo inferiore per il Comune.

Il punto, per l’opposizione, non è dunque mettere in discussione la legittimità delle scelte, ma chiedere conto della loro opportunità politica.

“Nessuno sostiene che amministrare un Comune debba essere un lavoro gratuito. Le responsabilità di un Sindaco e di una Giunta sono importanti e meritano un riconoscimento”, affermano i consiglieri. Ma, aggiungono, la questione è capire se fosse opportuno scegliere il massimo delle indennità “in una città alla quale si chiede continuamente pazienza e sacrificio”.

La conclusione della nota riporta il confronto sul terreno della politica: “Perché la politica non viene giudicata soltanto sulla legalità dei propri atti. Viene giudicata anche sulla loro opportunità. Sulla coerenza. Sulle priorità. E sull’esempio che si decide di dare”. Per Emma, Romano, La Monica e Chiolo, dunque, gli aumenti diventano soprattutto una questione di priorità e coerenza amministrativa. La palla passa ora alla maggioranza, chiamata a spiegare le ragioni della scelta.