Etna, cenere e voli fermi: nell’Ennese il turismo comincia a pagare il conto
Enna-Cronaca - 16/08/2026
L’eruzione dell’Etna e il conseguente stop parziale dei voli su Catania non hanno colpito solo il litorale ionico e l’aeroportuale Fontanarossa. L’onda lunga arriva fino all’entroterra, tra Piazza Armerina ed Enna, dove operatori turistici e amministratori iniziano a fare i conti con prenotazioni saltate e presenze in calo.
Le disdette a Piazza Armerina
Il sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, ha segnalato a ViviEnna decine di prenotazioni annullate nelle strutture ricettive cittadine nelle ultime settimane. Un dato che pesa su una città il cui turismo ruota in larga parte attorno alla Villa del Casale, meta abitualmente raggiunta anche da visitatori che atterrano a Catania e proseguono verso l’entroterra. Cammarata, tra i sostenitori più convinti della realizzazione di un nuovo scalo nella Valle del Dittaino, ha colto l’occasione per rilanciare il progetto, indicandolo come una possibile alternativa in grado di rendere il territorio meno dipendente da un unico aeroporto e più resiliente a crisi come quella in corso.
Enna, ristoratori in allerta
Anche in città le prime avvisaglie si fanno sentire. Alcuni ristoratori sentiti da ViviEnna denunciano un calo di turisti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con tavoli che restano vuoti proprio nelle settimane in cui solitamente si registra il passaggio di gruppi organizzati e visitatori di passaggio verso la costa. Nessuno parla ancora di crollo, ma la tendenza preoccupa, soprattutto se dovesse consolidarsi nelle prossime settimane.
Coincidenza o correlazione
La contemporaneità tra l’eruzione, la crisi del Fontanarossa e il calo di presenze segnalato nell’Ennese è più di un indizio, anche se allo stato attuale mancano dati ufficiali che colleghino in modo certificato le due dinamiche. Resta il fatto che l’entroterra siciliano, privo di uno scalo proprio, dipende in larga parte dai flussi che transitano da Catania: quando l’aeroporto rallenta, l’effetto si propaga anche a decine di chilometri di distanza.
Il quadro regionale
Il fenomeno non riguarda solo il territorio ennese. Le associazioni di categoria del comparto turistico siciliano riferiscono che alberghi e strutture extralberghiere dell’area etnea hanno ricevuto disdette sia da turisti impossibilitati a raggiungere l’isola, sia da chi ha rinunciato preventivamente per timore di ulteriori disagi. Assoesercenti ha stimato un’esposizione economica compresa tra 12 e 24 milioni di euro nell’arco di pochi giorni, cifra che però va letta con cautela: si tratta di una stima preliminare riferita all’intero indotto turistico, comprensivo di trasporti e ristorazione, non del solo comparto alberghiero. Mancano ancora numeri ufficiali su prenotazioni cancellate, camere rimaste vuote e notti perse, sia a livello regionale sia locale.
Un comparto fragile
Al di là delle cifre precise, ancora da consolidare, il turismo si conferma uno dei settori più esposti alle emergenze naturali e infrastrutturali. Un singolo evento, come uno stop prolungato dei voli, può tradursi in un effetto domino che dalla costa arriva fino all’entroterra, colpendo realtà come Piazza Armerina ed Enna che su questo indotto costruiscono una parte significativa della propria economia.