Morte di Gabriele Giadone, il nonno: “Mio nipote è la vittima, famiglia lasciata sola nel dolore”

A Barrafranca continua a far discutere la vicenda giudiziaria legata alla morte di Gabriele Giadone, il 15enne morto il 10 maggio dello scorso anno a seguito di un incidente stradale lungo il viale Signore Ritrovato, a Barrafranca. A intervenire pubblicamente è il nonno del ragazzo, Salvatore Baiunco, che ha inviato una lettera a ViviEnna per replicare ad alcune dichiarazioni attribuite alle istituzioni locali, di cui la famiglia è venuta a conoscenza tramite la Presidente dell’Associazione Vittime della Strada, Giuseppa Cassaniti Mastroeni.

Le parole del nonno

Nella lettera, Baiunco scrive di aver appreso “con rammarico” le dichiarazioni secondo cui i genitori di Gabriele “non racconterebbero la verità” e che il nipote avrebbe “un concorso di colpa per velocità” nell’incidente. Il nonno sottolinea come “ogni valutazione sull’eventuale concorso di colpa” spetti “esclusivamente al Giudice”, essendo il procedimento ancora in corso.

La foto e la fiaccolata

La lettera segnala due episodi distinti. La rimozione della foto commemorativa posta sul luogo dell’incidente, avvenuta subito dopo l’udienza dell’11 giugno, è definita dalla famiglia “una mancanza di rispetto” non solo verso la memoria del ragazzo ma anche verso i familiari. L’assenza delle istituzioni alla fiaccolata del 6 settembre, organizzata a Barrafranca nel giorno del sedicesimo compleanno di Gabriele, viene invece descritta come un gesto che ha lasciato la famiglia “sola” nel proprio dolore, “senza esprimerci alcuna vicinanza”. Baiunco ricorda che “la vittima in questo sinistro stradale è una sola” ed è suo nipote, e conclude chiedendo “solo silenzio e rispetto” per il nome di Gabriele.

Il contesto giudiziario

Sullo sfondo resta il procedimento a carico dell’automobilista coinvolto nell’incidente avvenuto a Barrafranca. Il prossimo 27 ottobre è fissata davanti al GIP del Tribunale di Enna una nuova udienza sulla richiesta di patteggiamento, la terza: le prime due erano state respinte l’11 giugno, quando il giudice, ricorda il nonno del giovane aveva “accolto anche le eccezioni delle persone offese sulla marcia contromano” del veicolo dell’imputato, che secondo quanto riportato nella lettera del nonno avrebbe percorso 13,8 metri contromano.

Sulla velocità del veicolo condotto da Gabriele, Baiunco afferma che risultano agli atti due perizie contrapposte: quella disposta dalla Procura che indicherebbe un valore di 67 km/h, mentre la consulenza di parte delle persone offese, a firma dell’ingegner Emanuele Vadalà, che attribuirebbe al mezzo una velocità di 37,8 km/h. La valutazione definitiva su un eventuale concorso di colpa resta comunque riservata al giudice, essendo il procedimento ancora in corso.