Morgantina e Villa romana del Casale, Italia Nostra: “Mancano personale e vigilanza”

Mancano adeguate unità lavorative e di vigilanza. Sono queste, secondo la presidente regionale di Italia Nostra Sicilia Nella Tranchina ed il vicepresidente Leandro Janni, le principale criticità che interessano il Parco archeologico di Morgantina e della Villa romana del Casale di Piazza Armerina e che rappresentano il limite principale per la gestione ordinaria e la piena fruibilità dei diversi siti del Parco”.

Criticità che interessano anche la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Qui è attiva la manutenzione programmata finalizzata al restauro dei celebri mosaici, “sebbene frenata dai nodi strutturali delle risorse umane”.

Le infiltrazioni

“In più, eventi legati a infiltrazioni d’acqua o maltempo vengono affrontati con interventi di rimozione immediata ma risentono della limitatezza degli organici” dicono i vertici regionali di Italia Nostra, riferendosi alla recente infiltrazione d’acqua nel corridoio della Grande Caccia.

Organici e vigilanza

Secondo Italia Nostra, emergono con sempre maggiore evidenza criticità legate a “organici insufficienti, aperture limitate o condizionate dalla mancanza di personale, impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine, assenza di adeguati sistemi di videosorveglianza e strutture che rimangono chiuse al pubblico per lunghi periodi”.

Per Morgantina il riferimento è alla mancanza di personale e di vigilanza necessaria alla gestione ordinaria e alla piena fruibilità dei diversi siti del Parco. Per la Villa Romana del Casale, invece, la nota evidenzia la manutenzione programmata destinata al restauro dei mosaici, frenata dai nodi strutturali delle risorse umane.

La sicurezza dei parchi

Ancora più preoccupante, secondo Italia Nostra, è il quadro relativo alla sicurezza dei quattordici parchi archeologici siciliani. Molti, si legge nella nota, presentano impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine.

Nell’agosto 2026, a seguito di una visita ispettiva, sono state inoltre segnalate «gravi carenze nei sistemi di protezione» dell’Antiquarium Pirro Marconi di Himera, dove sono custoditi preziosi reperti archeologici.

Il piano straordinario

Italia Nostra chiede al Governo siciliano di attivarsi “senza ulteriori ritardi” e di predisporre “un piano straordinario per la sicurezza dei musei e dei parchi archeologici”, affrontando in maniera strutturale le carenze di personale e le insufficienze delle infrastrutture di protezione.

La richiesta riguarda anche gli organici. Per l’associazione è “indispensabile bandire nuovi concorsi per potenziare e qualificare gli organici”, investire nella formazione e garantire la presenza di personale adeguatamente preparato, in grado di assicurare custodia, sicurezza e corretta fruizione dei luoghi della cultura.

Le altre situazioni

Il comunicato cita quindi altre realtà siciliane. Il Museo dei Relitti Greci di Gela è chiuso per l’impossibilità di garantire la vigilanza con il personale attualmente disponibile, mentre il Museo Archeologico Regionale, chiuso da quattro anni per lavori di consolidamento e ristrutturazione, non ha ancora riaperto per analoghe carenze di personale.

A Palermo Palazzo Mirto è chiuso al pubblico dal 2023, mentre al Museo Salinas il primo e il secondo piano risultano inaccessibili a causa di carenze organizzative e di organico. Chiuso da anni anche il Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, interdetto al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e anch’esso con personale insufficiente.

È “un quadro inaccettabile”, scrivono Tranchina e Janni. Per Italia Nostra “servono visione, programmazione e qualità progettuale”: la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, conclude la nota, richiedono risorse adeguate, competenze, responsabilità istituzionali e interventi concreti.