Pestaggio a Piazza Armerina, Grancagnolo: “La violenza non può diventare la normalità”

È destinata a suscitare attenzione la violenta aggressione avvenuta nella notte a Piazza Armerina, dove tre giovani, secondo quanto riferito, sarebbero stati aggrediti da un gruppo composto da circa 20 ragazzi. I tre, provenienti da un altro Comune, avrebbero avuto bisogno di ricorrere alle cure mediche.

Sull’episodio è intervenuto il consigliere comunale di Forza Italia Cateno Grancagnolo, che ha definito quanto accaduto “gravissimo”, sottolineando la necessità di non ricondurre l’episodio a una semplice rissa.

“Quando un gruppo di giovani arriva ad aggredire con tanta violenza delle persone, fino a costringerle a ricorrere alle cure mediche, siamo davanti a un problema che riguarda tutta la nostra comunità”, afferma il consigliere.

L’appello sulla sicurezza

Grancagnolo richiama quindi l’attenzione sui comportamenti violenti nelle ore della movida e sulla necessità di evitare che episodi simili vengano considerati come una consuetudine.

“Questi fatti sono ormai diventati molto, ma molto brutti e non possiamo correre il rischio di abituarci alla violenza, al degrado e a situazioni che possono trasformare una normale serata in un momento di paura e terrore per cittadini, residenti e visitatori”, sostiene.

Il consigliere evidenzia inoltre la necessità di mantenere alta l’attenzione nelle zone maggiormente frequentate durante la notte, coinvolgendo istituzioni, cittadini, esercenti e forze dell’ordine.

“Servono attenzione e prevenzione”

Nella sua nota Grancagnolo ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro svolto sul territorio e per l’intervento effettuato nella notte.

“Non servono proclami, ma attenzione, prevenzione, controlli e collaborazione”, aggiunge il consigliere, secondo cui le istituzioni hanno il compito di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e di non sottovalutare i segnali che arrivano dal territorio. “La violenza non può diventare la normalità. Su questo dobbiamo essere tutti uniti e molto chiari”, conclude Grancagnolo.