Ancora un incidente nel carcere di Enna

Ancora un incidente al carcere di Enna. Dopo l’esplosione della bombola di gas in una cella con tre detenuti ustionati, un altro incidente è avvenuto in una cella. Infatti, un detenuto, mentre stava riposando, è caduto dal letto al castello (necessario per consentire l’ospitalità di un maggior numero di detenuti), a terra, riportando delle ferite alla testa. I medici gli hanno dovuto dare tre punti di sutura al cuoio capelluto per chiudere la ferita lacero contusa. L’incidente è avvenuto nell’area “Indiano”, dove si trovano i detenuti protetti per crimini a sfondo sessuale. In una cella di pochi metri quadrati si trovano ospitati tre detenuti e per dormire utilizzano un letto a castello. L’incidente è avvenuto alle 2,30 di ieri notte e gli altri due detenuti hanno subito allertato gli agenti di polizia penitenziarie che a loro volta hanno allertato i medici. A riferire sull’incidente è stato il segretario provinciale del Sappe, Filippo Bellavia, che lo ha comunicato assieme a Giuseppe Bellomo e Giuseppe Balsamo. “E’ stato necessario l’intervento della guardia medica ennese e il successivo ricovero al Pronto soccorso dell’ospedale – ha dichiarato Filippo Bellavia – ma ormai in questo carcere ogni giorno si segnalano incidenti, sembra di trovarsi davanti ad un bollettino di guerra. Sicuramente è stato un incidente che si poteva evitare sempre che i detenuti fossero nelle condizioni di dormire in brande, mentre invece sono costretti a dormire in letti a castello che arrivano sino a pochi centimetri da un tetto alto 4 metri”. “L’organizzazione sindacale Sappe, che è la più rappresentativa tra gli agenti della polizia penitenziaria – rilancia le sue proteste. Se ci fosse stato un presidio medico attivo 24 ore al giorno, non sarebbe servito portare il detenuto all’ospedale, “e si sarebbe potuto evitare così – dicono i sindacalisti – un ulteriore carico di lavoro e stress psicofisico per gli agenti”. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali continuano a ricordare che il carcere di Enna, che potrebbe contenere fino a 140 detenuti, ne contiene allo stato attuale 205, quindi nell’impossibilità di poter offrire servizi efficienti e immediati, mentre di contro le guardie penitenziarie sono costrette ad effettuare turni di lavoro stressanti e di conseguenza pericolosi non potendo fornire ai detenuti una presenza costante. Di questo ne dovranno tenere conto i dirigenti regionali, tenendo conto anche che il carcere di Enna è antico, ha bisogno di interventi modernizzanti.