Enna. Ventenne cercò di violentare quarantenne, processo per direttissima

Enna. A 48 ore di distanza dalla tentata violenza sessuale nei confronti di una donna di 40 anni, nei pressi di via della Provincia, il mancato stupratore, che era stato arrestato dagli agenti della squadra Mobile ennese, coordinati dal dirigente Giovanni Cuciti, è finito in aula di tribunale per la convalida dell’arrestato da parte del collegio giudicante, presieduto da Elisabetta Mazza, mentre il processo per direttissima si celebrerà il prossimo 30 marzo. Francesco V. di 20 anni che è reo confesso, resta in carcere, perché nell’interrogatorio effettuato nei locali della Questura, alla presenza del suo avvocato difensore, Eleanna Parasiliti, ha confessato il tentato stupro nei confronti della donna, alla quale aveva chiesto, con insistenza, un passaggio in macchina. Al collegio giudicante erano stati chiesti gli arresti domiciliari, che sono stati, comunque, negati. Quello che ha preoccupato gli investigatori,invece, è la confessione di Francesco V. di avere effettuato altri tentativi con altre donne, anche se la sua psicolabilità potrebbe portarlo ad essere un mitomane. Gli esperti della squadra Mobile hanno lanciato un appello a chi ha subito tentativi di stupro ad opera del ventenne ennese, di denunziare queste aggressioni in modo da avere un quadro più chiaro della situazione e cercare di accertare se veramente queste aggressioni ci sono state e che non siano ricostruzioni false del soggetto,affetto da mitomania. La brutta avventura che la donna ha vissuto lunedì sera, intorno alle 19, è stato il tema fondamentale dell’interrogatorio, ma anche della ricostruzione fatta dal magistrato inquirente. Ed è stato accertato che la prontezza di riflessi e la resistenza della donna al tentativo si stupro, ha consentito alla donna di riuscire a fuggire dalla propria auto ed a chiedere aiuto ai passanti, quindi l’arrivo delle due pattuglie della Questura, chiamati attraverso la centrale operativa, la ricostruzione dell’identikit dello mancato stupratore e poi l’arresto nella sua abitazione, la identificazione all’americana e, in una fase successiva, la confessione.