“Non ci fu assistenza”, imprenditore chiede risarcimento a compagnia di crociere
Enna-Cronaca - 31/07/2014
Un Imprenditore di Dittaino, Orazio R. 56 anni, con l’assistenza dell’avvocato Cristofero Alessi e del medico Salvo Campione, ha chiesto un risarcimento ad una compagnia di crociere internazionali perché non è stato assistito come si doveva e ha rischiato di perdere la vita in quanto colpito da infarto.
La vicenda è avvenuta nel luglio dell’anno scorso quando Orazio R. assieme alla moglie hanno deciso di partecipare ad una crociera. Mentre erano in navigazione tra Barcellona e Marsiglia si è sentito male, colpito da un infarto, ma i medici di bordo invece di spedirlo subito in ospedale, magari tramite elisoccorso, hanno prefertio attendere l’indomani e questo avrebbe potuto essere fatale per l’imprenditore ennese visto che non sono state effettuate le cure dovute in questo e considerato che in un infarto le prime 24 ore sono decisive negli interventi.
“I medici subito hanno diagnosticato un infarto all’una di notte, mentre si era in navigazione – evidenzia il dottore Salvo Campione – ha sentito un forte dolore sul lato sinistro e ha chiamato subito i medici che invece di provvedere al caso urgente, quindi lo stato di allerta per l’ospedale più vicino, lo hanno invitato ad andare a dormire che se ne sarebbe parlato l’indomani. Una decisione assurda e pericolosa nello stesso tempo. “Alle otto del mattino – prosegue il dottor Campione- i medici di bordo, anziché, arrivati a Marsiglia, chiamare un’ambulanza gli hanno detto di prendere un taxi ed arrivando in ospedale i medici hanno constato che le sue condizioni erano molto gravi. È stato ricoverato in terapia intensiva per una fibrillazione ventricolare e i medici lo hanno dovuto portare in rianimazione. Poi dopo cinque giorni ha lasciato l’ospedale, assistito dalla moglie. Orazio R è dovuto rimanere a Marsiglia, quindi con un taxi si è trasferito a Genova e da qui tramite aereo è atterrato a Catania. Il medico legale Campione e l’avvocato Alessi sostengono che l’imprenditore ha rischiato di morire perché i medici di bordo sono stati superficiali nell’affrontare una situazione che era pieno di rischi,da qui è partita la richiesta di risarcimento danni alla compagnia di crociera.
Riprendiamo e pubblichiamo dal quotidiano La Sicilia