A Noto arriva Robidone, il robot che insegna a salvare il pianeta (partendo dal cestino di casa)

Non è entrato in classe con libri o quaderni ma con sensori, voce digitale e una missione ben precisa: insegnare ai più giovani come prendersi cura del pianeta.

Si chiama Robidone ed è il robot “green” che, per due giornate, ha trasformato l’Istituto Comprensivo “Giuseppe Melodia” di Noto in un laboratorio del futuro. Qui, tra stupore, risate e domande curiose, la raccolta differenziata è diventata un gioco intelligente, la sostenibilità una sfida quotidiana e la tecnologia uno strumento per capire davvero cosa significa rispettare la Natura.

Ideato da Matteo Suzzi e costruito interamente con materiali riciclati, Robidone è molto più di un semplice robot: è un narratore digitale che dialoga con gli studenti, risponde in tempo reale e adatta il proprio linguaggio grazie all’intelligenza artificiale. Un “compagno di banco” fuori dal comune, capace di trasformare regole e buone pratiche in esperienze vive e memorabili.

Durante gli incontri, il robot ha guidato gli studenti tra errori comuni e soluzioni concrete, dimostrando che ogni gesto, anche il più piccolo, può fare la differenza. Perché differenziare non è solo un obbligo: è una scelta consapevole.

“Robidone rappresenta un nuovo modo di fare educazione ambientale – ha dichiarato Rossella Pezzino de Geronimo, Amministratore Unico di Dusty – Vogliamo superare la didattica tradizionale e costruire un dialogo reale con i cittadini, offrendo strumenti innovativi, immediati e capaci di adattarsi alle persone. Solo così possiamo alimentare una vera cultura della responsabilità”.

Un messaggio condiviso anche dal sindaco di Noto, Corrado Figura, presente all’iniziativa: “Ringrazio Dusty per questa importante opportunità. Educare i giovani al rispetto dell’ambiente significa investire nel futuro della nostra comunità. Differenziare correttamente i rifiuti è un gesto concreto che tutela il presente e costruisce il domani”.

Per Orazio Di Blasi, Direttore Operativo Dusty, la chiave è proprio nei più giovani: “I ragazzi sono i veri protagonisti del cambiamento. Quello che apprendono oggi lo porteranno nelle loro case, diventando ambasciatori di sostenibilità. È questo il nostro investimento più efficace contro l’abbandono dei rifiuti”.

Alla fine delle due giornate, tra occhi curiosi e mani alzate, una cosa è apparsa chiara: il futuro dell’ambiente passa anche da qui, da un’aula scolastica e da un robot capace di parlare la lingua delle nuove generazioni. E se imparare a rispettare il pianeta può essere così coinvolgente, allora forse il cambiamento è già iniziato.