Borse di studio, sit-in di Koinè: “Oltre 6.000 studenti appesi a un filo per mesi”, Greco incontra presidente Ersu

Ieri mattina sotto la sede dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio numerosi studenti dell’Ateneo sono scesi in piazza al fianco dell’associazione Koinè per un partecipato sit-in di protesta.

Al centro della mobilitazione, il ritardo nell’erogazione delle borse di studio: ad oggi, quasi 6.000 aventi diritto risultano ancora “idonei non assegnatari”.

“Non possiamo più tollerare questa vergogna, il presidente Schifani si assuma le sue responsabilità” dichiara Luigi Nicolosi, coordinatore dell’associazione Koinè. “Arrivare a ridosso della sessione estiva con oltre la metà degli aventi diritto letteralmente lasciati appesi ad un filo è la prova della totale incapacità di programmazione del Governo regionale. Le tempistiche nel diritto allo studio sono tutto: ricevere i soldi a maggio o a giugno significa ricevere un rimborso postumo, non un aiuto per studiare e mantenersi. Gli affitti e le bollette non aspettano i comodi di Palazzo d’Orléans.”

Durante la mattinata, una delegazione dell’associazione ha incontrato la dirigenza dell’ERSU di Catania. I vertici dell’Ente si sono mostrati disponibili all’ascolto e aperti al dialogo, ma restano purtroppo legati ai tempi e ai cronici ritardi nei trasferimenti dei fondi da parte della Regione.

“Ci comunicano che si dovrebbe arrivare a una copertura del 100% degli idonei, ma questa non è una vittoria: è un’illusione che nasconde un fallimento,” afferma Andrea greco senatore accademico “Avere 6.000 colleghi ad aprile inoltrato ancora senza borsa è inaccettabile. Una borsa di studio che arriva a giugno, a lezioni ormai finite e a ridosso dell’estate, perde la sua funzione sociale e la sua utilità pratica. Non è più un aiuto per permettere di studiare a chi non ne ha i mezzi, ma diventa un mero rimborso postumo che arriva quando i debiti sono già stati contratti e i sacrifici già fatti. Pretendiamo lo scorrimento totale e, soprattutto, immediato delle graduatorie.”

L’associazione Koinè annuncia che continuerà a mantenere alta l’attenzione e proseguirà con le mobilitazioni finché la Regione non stanzierà le risorse definitive per azzerare una volta per tutte la figura dell’idoneo non assegnatario.