Maltrattamenti e stalking, il Tribunale assolve Bertone: “Il fatto non sussiste”
Enna-Cronaca - 24/04/2026
Il Tribunale di Enna ha pronunciato sentenza di piena assoluzione nei confronti di Filippo Bertone, imputato per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Il giudice Eugenia Maria Floresta ha accolto la tesi difensiva con la formula «perché il fatto non sussiste», rigettando la richiesta di condanna a quattro anni di reclusione avanzata dalla pubblica accusa.
Una misura cautelare sempre più pesante
La vicenda giudiziaria aveva avuto un decorso particolarmente gravoso per l’imputato. Nel corso delle indagini preliminari, sulla base delle dichiarazioni della persona offesa — che descriveva la relazione come connotata da ripetute condotte persecutorie — l’autorità giudiziaria aveva progressivamente inasprito le misure cautelari a carico di Bertone: dal divieto di avvicinamento agli arresti domiciliari, fino alla custodia cautelare in carcere, protrattasi per oltre cinque mesi. Solo nel corso del dibattimento la misura è stata prima sostituita con il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico, e poi definitivamente revocata all’esito della sentenza assolutoria.
Le contraddizioni emerse in istruttoria
Secondo quanto sostenuto dalla difesa, l’attività istruttoria dibattimentale avrebbe fatto emergere significative contraddizioni nelle dichiarazioni della persona offesa. È questa la tesi dell’avvocato Carmelo Lombardo, legale dell’imputato sin dalla fase delle indagini preliminari, che ha ricostruito la dinamica della relazione non come una sequenza di condotte persecutorie, bensì come un rapporto sentimentale segnato da un continuo alternarsi di brusche interruzioni e appassionate riconciliazioni, «tipico di relazioni in cui uno dei due non sa bene cosa l’altro voglia». Una lettura che il Tribunale ha evidentemente ritenuto convincente, accogliendo la richiesta assolutoria con la formula più ampia prevista dall’ordinamento.
Il legale: “Mio cliente ha pagato un prezzo altissimo”
«Finisce l’incubo di un uomo accusato di fatti gravissimi e che, in realtà, ha vissuto una relazione affettiva complessa, per non dire tossica, segnata da fragilità e incomprensioni», ha dichiarato l’avv. Lombardo al termine dell’udienza. «Un uomo che, come il sognatore delle Notti bianche, ha pagato un prezzo altissimo, anche in termini personali e sociali, prima di vedere riconosciuta la propria innocenza».
La voce dell’assolto
Filippo Bertone, visibilmente provato, ha voluto rilasciare una dichiarazione al termine del processo: «Ho vissuto un’esperienza devastante. Solo in carcere ho compreso quanto questa storia fosse diventata assurda, travolgendomi fino a togliermi tutto, anche la libertà. Le donne vanno tutelate dagli uomini violenti. Io non sono mai stato un violento».