Un commissario a Nissoria al posto del Consiglio, scontro tra sindaco ed (ex) presidente dell’aula
Nissoria - 24/04/2026
L’aula consiliare di Nissoria cambia volto e, nel silenzio dei banchi ormai vuoti, risuona il primo atto ufficiale della nuova gestione: l’approvazione del bilancio di previsione 2026. Loredana Torella, nominata dal Presidente della Regione si è già insediata segnando l’inizio di un’era commissariale nata dalle ceneri di un Consiglio decaduto a colpi di dimissioni.
La vicenda
Tutto è iniziato con un effetto domino che ha visto scivolare via cinque tessere su dieci: l’addio finale della consigliera-assessora Altavilla ha fatto scattare, secondo il Segretario generale Daquino, il “game over” istituzionale per mancanza del numero minimo di componenti. Un automatismo numerico che ha trasformato Nissoria in un caso politico regionale.
Il sindaco Colianni
Il sindaco Rosario Colianni ha affidato ai social il benvenuto alla nuova inquilina: “Oggi si è ufficialmente insediata presso il nostro Comune la Dottoressa Loredana Torella… che avrà il compito di sostituire il Consiglio Comunale decaduto nelle scorse settimane”. Per il primo cittadino, la firma sulla delibera n. 5 è “un passaggio fondamentale che consente al Comune di rimettersi pienamente nelle condizioni di operare e di avviare concretamente le attività programmate per il 2026”
La resistenza del presidente del Consiglio
Ma a contestare il clima di “ripartenza” è l’ormai ex Presidente del Consiglio, Armando Glorioso, che non ci sta a passare per spettatore di una decadenza che definisce dubbia. In una memoria inviata d’urgenza all’Assessorato regionale e alla Prefettura, Glorioso aveva ingaggiato un vero “corpo a corpo” giuridico.
Secondo Glorioso, la decadenza è stata pianificata dal primo cittadino “ per liberarsi del principale organo di Controllo rappresentato dal Consiglio comunale”. C’è la possibilità di un ricorso alla giustizia amministrativa, come avvenne a Solarino, piccolo Comune del Siracusano, ed i giudici rimisero sugli scranni i consiglieri decaduti ma per Glorioso, seppur questo è un sentiero percorribile rischia di essere un vicolo cieco. “Potremmo fare ricorso, ma anche se il Tar ci desse ragione non avrebbe senso, perché basterebbe al sindaco fare dimettere l’ultima e unica consigliere comunale rimasta fedele”.
Glorioso, con un passato da sindaco, contesta l’entusiasmo di Colianni “per l’arrivo del commissario regionale che, peraltro, viene a spese del Comune e non della Regione e non sappiamo quanto ci costerà per un intero anno. L’arrivo di un commissario regionale in un Comune non ha mai un significato positivo, significa che nel Comune c’è qualcosa che non va, di patologico”