Autismo, palloncini e protesta davanti all’Asp: famiglie in presidio per difendere l’assistenza

Davanti alla sede dell’Asp di Enna ci sono palloncini colorati, cartelli e soprattutto genitori in attesa di risposte. Non è una festa, ma la protesta organizzata dall’associazione Elpis, che riunisce famiglie di bambini autistici e con disabilità cognitive, dopo l’annuncio della cooperativa “I Corrieri dell’Oasi” di sospendere dal primo giugno le attività riabilitative nei centri diurni di Enna e nelle mini équipe territoriali di Agira, Nicosia e Piazza Armerina.

Lo scontro con l’Asp

La cooperativa, da anni punto di riferimento per decine di famiglie del territorio, attribuisce la decisione ai mancati pagamenti dell’Asp, fermi – sostiene – da gennaio. Una situazione che rischia adesso di interrompere percorsi terapeutici delicati e costruiti nel tempo.

La storia del padre di Mario

Tra i genitori presenti al sit-in anche il padre di Mario, uno dei bambini seguiti dalla struttura. “Quando è arrivato mangiava soltanto pastina bianca e finiva spesso in ospedale – racconta – oggi è un bambino diverso”. Storie personali che trasformano la protesta in un appello carico di tensione e paura per il futuro.

La posizione dell’Asp e l’intervento di Assostampa

L’Asp di Enna, però, respinge le accuse e assicura di avere già disposto i pagamenti fino a metà aprile. In una nota la direzione generale parla anche di “offensiva mediatica” nei confronti dell’azienda sanitaria, parole che hanno provocato la dura reazione dell’Assostampa ennese. Il sindacato dei giornalisti difende il lavoro della stampa locale e invita l’Asp a distinguere tra diritto di cronaca e attacchi strumentali.

Sul caso interviene anche il direttore generale Mario Zappia, che ribadisce come la priorità dell’azienda siano “i pazienti e le loro famiglie”, spiegando che le verifiche effettuate sulle prestazioni rese rientrano nelle procedure ordinarie di controllo.

Intanto la tensione resta alta. I Corrieri dell’Oasi riferiscono di avere subito negli ultimi mesi diversi controlli da parte dei Nas e dell’ispettorato del lavoro, senza che siano state interrotte le attività. E mentre i genitori attendono un incontro con i vertici dell’Asp, il timore condiviso è che a pagare il prezzo più alto dello scontro siano ancora una volta i bambini e le loro famiglie.