Il caso delle intitolazioni, Enna Futura: “Dal Prefetto una lezione di legalità per il sindaco”

«Dal Prefetto arriva una lezione di legalità per il sindaco e l’amministrazione». È un affondo durissimo quello contenuto nella nota diffusa dal gruppo consiliare Enna Futura all’indomani della diffida con cui il Prefetto di Enna ha ordinato al Comune di rimuovere la segnaletica relativa alle tre intitolazioni di strade effettuate senza la prescritta autorizzazione prefettizia. L’intervento segue quello dell’assessore regionale Francesco Colianni, che aveva espresso pieno sostegno alla posizione assunta dalla Prefettura.

«Una vicenda di straordinaria gravità istituzionale»

«Abbiamo appreso dalla stampa il contenuto della nota con cui il Prefetto di Enna richiama formalmente il Comune al rispetto della normativa in materia di toponomastica. Si tratta di un documento che dovrebbe indurre il sindaco e l’intera amministrazione a una seria riflessione sul rispetto delle regole e, ahi noi, ancora una volta, delle istituzioni».

Secondo Enna Futura, «la vicenda dimostra che il Comune ha scelto di procedere con cerimonie pubbliche e installazione della segnaletica senza il necessario completamento dell’iter autorizzativo previsto dalla legge, ignorando il ruolo del Prefetto, cui la normativa attribuisce uno specifico potere autorizzatorio». Il gruppo aggiunge che «ancora più grave è che si sia deciso di andare avanti nonostante le criticità già evidenziate dalla Sovrintendenza su almeno una delle intitolazioni».

La richiesta sul verbale della Commissione

Per i consiglieri, «le regole valgono per tutti» e la vicenda «conferma un modo di amministrare improntato alla propaganda e all’approssimazione, piuttosto che al rispetto delle procedure e delle istituzioni». Enna Futura sostiene che sarebbe stato necessario attendere tutte le autorizzazioni previste dalla legge e coinvolgere correttamente gli organi competenti.

Il gruppo chiede inoltre che venga reso pubblico «il verbale della seduta del 21 luglio 2026 della Commissione Toponomastica, richiamato nelle deliberazioni di Giunta municipale nn. 208, 209 e 210 del 22 luglio 2026».

L’affondo finale

«Quando persino S.E. il Prefetto è costretto a richiamare il Comune al rispetto delle norme, non siamo più davanti a una semplice svista amministrativa, ma a un fatto di straordinaria gravità istituzionale che merita di essere riconosciuto e a nostro avviso pure corretto», scrive ancora Enna Futura.

La nota si conclude con una riflessione dai toni polemici: «Dopo gli attacchi rivolti alla Sovrintendenza per aver espresso il proprio parere tecnico, c’è da chiedersi se adesso anche Sua Eccellenza il Prefetto rischi di essere additato come il nuovo “nemico” dell’Amministrazione per aver avuto l’ardire di ricordare che, in uno Stato di diritto, le leggi si rispettano. Perché, a questo punto, il sospetto è che chiunque non si allinei ai desideri del Sindaco finisca inevitabilmente sul banco degli imputati».