Intitolazioni fuori legge, il Comune ci ripensa: targhe coperte dopo la diffida del prefetto
Enna-Cronaca - 30/07/2026
L’amministrazione comunale di Enna ha ammainato bandiera: le targhe delle tre intitolazioni contestate, Piazza Antonio e Alessandro Scelfo, Piazza Pompeo Colajanni e Via Alessandro Scelfo, sono state coperte da strisce bianche, in attesa che l’iter autorizzativo venga completato come si deve.
Una marcia indietro silenziosa, fatta di nastro adesivo più che di comunicati stampa, ma che vale come ammissione implicita: la Prefettura aveva ragione.
La vicenda
Riavvolgiamo il nastro, è il caso di dirlo. Il sindaco Mirello Crisafulli aveva inaugurato le tre intitolazioni con tanto di cerimonia pubblica, targhe scoperte e discorsi di rito. Peccato che, come ha ricordato il prefetto Ignazio Portelli in una diffida dai toni durissimi, mancasse il via libera prefettizio previsto da una legge del lontano 1927, norma vecchia ma tuttora vigente, e che a quanto pare a Palazzo di Città nessuno aveva riletto con sufficiente attenzione.
La nota durissima del prefetto
Nella missiva, il prefetto non le manda a dire: parla di “arretratezza” della struttura comunale e ricorda che il decreto prefettizio è elemento costitutivo dell’intitolazione, non un timbro da apporre a cose fatte. Di più: le tre intitolazioni, scrive Portelli, “allo stato attuale non hanno alcun valore legale” e gli uffici pubblici “non devono tenerne conto”. Un colpo secco, che ha lasciato il sindaco senza molte vie di fuga, è proprio il caso di dirlo, vista la materia del contendere.
Il pressing politico
A rendere la posizione di Crisafulli ancora più scomoda ci hanno pensato le forze politiche, quelle di opposizione che si sono affrettate a intestarsi la battaglia della legalità. Apre le danze era stato l’assessore regionale Francesco Colianni (Mpa), che si è schierato senza esitazioni con il prefetto: sulla stessa linea i gruppi consiliari di Mpa e Forza Italia e di Enna Futura.
Dall’opposizione nazionale è arrivata anche la voce di Eliana Longi, deputata di Fratelli d’Italia, che ha difeso, come Enna Futura, il Soprintendente, oggetto — ha riferito — di attacchi personali inaccettabili, non dimenticando di ringraziare il prefetto per le sue precisazioni .Il risultato di questo pressing corale, tra assessori regionali, consiglieri comunali e parlamentari, è sotto gli occhi di tutti: le targhe coperte.